Un caffè insieme – La società descritta dall’Islam

Un caffè insieme – La società descritta dall’Islam

Carissima lettori, oggi parlerò della società e di come l’Islam la descrive. Nella società contemporanea è presente una costante convergenza di ambizioni, aspirazioni e desideri che interagiscono tra loro fino a sovrapporsi.

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Carissima lettori, oggi parlerò della società e di come l’Islam la descrive. Nella società contemporanea è presente una costante convergenza di ambizioni, aspirazioni e desideri che interagiscono tra loro fino a sovrapporsi. Mentre al giorno d’oggi, determinate dottrine sociali asseriscono che le relazioni tra le diverse componenti del tessuto sociale devono essere basate sulla confluittualità permanente e l’opposizione precostituita. L’Islam è di ben altro avviso: esso stabilisce che i rapporti all’interno della società debbano essere amichevoli, ispirati alla pietà e miranti alla giustizia e alla pace.

La giurisprudenza islamica stabilisce per il credente i diritti e i doveri, così come le pene e le ricompense. Nell’ottica islamica lo scopo di ogni essere umano è il raggiungimento della pace sociale attraverso il miglioramento del proprio comportamento privato e pubblico, il tutto avendo come riferimento Dio, al volere del Quale ogni attività umana tende ed è subordinata.

Nel suo insegnamento l’Islam fa appello alla coscienza individuale e ai sentimenti umanitari; ricorda agli uomini (inteso come genere umano), la loro origine comune a partire dal loro progenitore Adamo e li rende consapevoli della loro totale dipendenza da Dio, loro Creatore, al Quale tutti dovranno ritornare. Questa intima consapevolezza porta l’individuo alla scrupolosa osservanza della legge religiosa e lo educa alla mitezza e alla tranquillità, nella ricerca della pace con se stesso e con gli altri.

L’educazione islamica insegna che le dispute e le differenze devono essere appianate, nella misura in cui la fede dei credenti li rende partecipi della comune appartenenza alla comunità e consapevoli della comune discendenza da Adamo.

Bisogna avere una società giusta per essere pacifica. Bisogna essere uniti al di là di ogni differenza di razza, di religione, di lingua e di nazionalità. Il profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui ) affermò: “Un arabo non è diverso da un non arabo, un bianco non è diverso da un nero, se non nel timor di Dio”.

I veri credenti sentono questo legame di eguaglianza tramutarsi in un legame di fratellanza, proprio per la loro fede comune. A prova di ciò è il 10° verso di Sura “Le stanze intime” che nel sublime Corano dice: “In verità i credenti sono fratelli: ristabilite la concordia tra i vostri fratelli e temete Allah. Forse vi sarà usata misericordia”. E uno dei detti del profeta Muhammed (pbdl) è: “Nessuno di voi è (davvero) un credente finché non ama per suo fratello ciò che ama per se stesso”. Riportato da Al-Bukhariyy e Muslim.

Dal punto di vista islamico, la pietà è considerata pari all’amore, conformemente agli insegnamenti divini, mentre la crudeltà è valutata come una disobbendienza a Dio, quindi un rifiuto della religione ed un segno di miscredenza. E’ solo attraverso la fede comune nel Dio Unico, Creatore di tutti gli uomini, che questo concetto di pace universale diventa una meta raggiungibile.

Il retto comportamento, insegnamento fondamentale dell’Islam, si prefigge lo scopo di portare alla formazione di una società equilibrata e non conflittuale, proprio perché la fiducia e il perdono reciproci esentano dal ricorso ai tribunali. Da questo punto di vista l’Islam riflette quanto viene naturalmente istintivo all’uomo: detestare le insolenze, le futili pretese, l’ostentazione e la vanagloria, atteggiamenti tipici che la gente maltollera. Allo stesso modo, l’Islam sconsiglia di menzionare agli altri le proprie buone azioni e gli atti caritatevoli, manifestazioni di un comportamento che può essere inteso come vanità e volgarità.

Inoltre si ingiunge di stabilire e mantenere buoni rapporti col prossimo: l’86° verso di Sura “Le donne” nel sublime Corano riporta: “Se vi si saluta rispondete con miglior saluto o, comunque, rispondete. Allah vi chiederà conto di ogni cosa”.

Il credente è esortato a perdonare gli errori degli altri, a controllare la propria ira e a dimenticare i torti subiti; nei rapporti personali sono sempre richieste gentilezza e indulgenza, che meglio rappresentano il tipico comportamento pacifico del musulmano verso il suo prossimo.

Il buon comportamento del singolo si riflette sull’ambiente e sulla società che lo circonda, incoraggiando, in definitiva, la pace e l’amicizia. L’Islam, preoccupandosi dell’uomo e del suo comportamento, lo lega alla società in cui vive tramite dei doveri reciproci, imposti per il benessere comune. Vengono definite delle precise responsabilità per ogni individuo, affinché tutti i credenti debbano collaborare al fine di avere una società realmente pacifica.

L’Islam detta all’uomo le regole del comportamento individuale e sociale: esse sono state ricavate dalla Parola di Dio, dal sublime Corano, e dalla Tradizione che comprende i detti e gli insegnamenti del profeta Muhammed (pbsdl), i quali costituiscono i fondamenti della giurisprudenza islamica.

Queste regole rappresentano il modello al quale i credenti devono ispirarsi nel loro comportamento complessivo e sono il fine al quale essi devono tendere per vivere a pieno l’Islam e di conseguenza per realizzare la pace e per incentivare l’amore tra tutti gli uomini.

Infine è compito di ogni di noi cercare di rendere la nostra società rispettosa verso gli altri, e applicare le giuste leggi che, ovviamente, tutelino ognuno di noi. Nessuno è perfetto , continueremo a errare tutti, compresa io, ma proviamo a mettere in atto questi piccoli insegnamenti e sicuramente ci sarà un cambiamento decisivo.

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