Un caffè insieme – La questione della calunnia e l’Islam

Un caffè insieme – La questione della calunnia e l’Islam

Carissimi lettori, ho deciso di proporvi una questione a cui possiamo assistere ogni giorno ; ovvero la calunnia contro di noi o contro altri.

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Carissimi lettori, ho deciso di proporvi una questione a cui possiamo assistere ogni giorno ; ovvero la calunnia contro di noi o contro altri.

Instancabili, gli ipocriti non perdevano un’occasione per nuocere al profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui) e ai musulmani. Non essendo riusciti a far sì che fosse sconfitto militarmente, approfittarono di una sua vicenda familiare per cercare di indebolirne il prestigio e l’autorità.

Durante una spedizione contro la tribù dei Bani Mustaliq, Aisha, che accompagnava il Profeta (pbsdl), perse la sua collana mentre faceva l’abluzione. Quando se ne rese conto tornò indietro a cercarla, senza curarsi di nulla. Stava imbrunendo e la partenza era prossima; quelli che erano incaricati di issare la sua portantina sul cammello non si accorsero che era vuota, l’assicurarono al dorso dell’animale e si misero in marcia.

Quando Aisha ritornò non trovò più nessuno. Si sentì abbandonata e pianse, poi la fatica fu più forte e si assopì. La trovò addormentata un giovane di nome Safwan, che era solito rimanere indietro per accertarsi, una volta apparsa la luce del giorno, che nulla di importante fosse stato dimenticato.

Quando la riconobbe la fece salire sul suo cammello e raggiunsero il gruppo. Appena la notizia si diffuse la gente mormorò e il peggiore di tutti fu Ibn Ubayy che l’accusò apertamente di adulterio. Altri ipocriti propagarono la menzogna ed essa giunse infine alle orecchie dell’Inviato di Dio (pbsdl). Egli ne fu turbato e si consultò con Ussama ibn Zayd e con Ali ibn Abi Talib: doveva ripudiare la moglie che ama teneramente?

Ussama si disse convinto della sua innocenza “è tua moglie – disse – e io non ne penso che bene!” Ali rispose: “Allah non ti ha imposto restrizioni in materia matrimoniale e le donne sono numerose”. Sempre più perplesso, Muhammed andò alla moschea e si lamentò alludendo a Ibn Ubayy: “Sarei forse ingiusto se chiedessi giustizia contro un uomo la cui calunnia nuoce alla mia famiglia? Giuro in Nome di Allah che non sospetto nessuna infedeltà da parte di mia moglie. La gente denuncia un uomo sul quale non penso nessun male. Quando veniva in casa mia lo faceva solo in mia presenza”. La gente si agitò.

Quello che feriva il Profeta (pbsdl) colpiva tutti quanti dolorosamente. Il capo degli Aws si offrì di uccidere coloro che si erano macchiati di quell’infamia, fosse uno dei loro o uno dei Khazraj. Insorsero allora i Khazraj, volarono parole grosse e i due clan stavano quasi per affrontarsi nella moschea stessa. Il Messaggero (pbsdl) fu costretto a scendere dal pulpito per calmare le persone e mandarle via in pace.

Pur convinto dell’innocenza della moglie, il Profeta (pbsdl) era alla ricerca di una prova che la potesse scagionare pubblicamente. Si recò allora presso di lei nella casa di Abu Bakr. Aisha stessa raccontò l’epilogo della vicenda : “Entrò l’Inviato di Dio (pbsdl) e si sedette vicino a me. Non lo aveva più fatto da quando si era diffusa la chiacchiera sul mio conto. Per un mese non aveva ricevuto nessuna rivelazione che potesse guardarmi. Egli disse: “Aisha, ho saputo che dicono di te questo e quello. Se sei innocente Allah lo dimostrerà. Se invece hai commesso un peccato, pentiti e chiedi perdono ad Allah. Quando l’uomo riconosce il suo sbaglio e se ne pente Allah glielo perdona (…). Ero ancora giovane e non conoscevo molti versetti del sublime Corano, ma potrei rispondere: “Giuro in nome di Allah che voi avete sentito e creduto a quello che dice la gente. Se affermo che sono innocente – e Allah ben lo sa – voi non mi crederete. Se invece ammetto qualcos’altro  -e Allah sa che non c’è stato niente – voi l’accetterete come vero. In tal caso non trovo miglior esempio di quello che disse Giacobbe, padre di Giuseppe: “Bella pazienza … mi rivolgo ad Allah contro quello che raccontate”.

Non potevo immaginare che dei versetti del sublime Corano sarebbero stati rivelati per me, così insignificante. Speravo al più che il Profeta (pbsdl) vedesse in sogno la mia innocenza. L’Inviato di Allah (pbsdl) ricevette la rivelazione e si coprì di un sudore che imperlava il suo viso come in un giorno d’inverno. Quando la rivelazione terminò, il Profeta (pbsdl) sorridendo disse: “Ringrazia Allah che ha confermato la tua innocenza, o Aisha. Tutto ciò è spiegato dal 11° verso al 19° di Sura “ La Luce “ che testimoniano: “Invero, molti di voi sono stati propagatori della calunnia. Non consideratelo un male, al contrario è stato un bene per voi. A ciascuno di essi spetta il peccato di cui si è caricato, ma colui che se ne è assunto la parte maggiore, avrà un castigo immenso. Perché, quando ne sentirono [parlare], i credenti e le credenti non pensarono al bene nei loro stessi e non dissero: “Questa è una palese calunnia?”. Perché non produssero 4 testimoni in proposito? Se non portarono i [4]testimoni , allora davanti ad Allah, sono essi i bugiardi.

E se non fosse per la grazia di Allah nei vostri confronti e la Sua misericordia in questa vita e nell’altra, vi avrebbe colpito un castigo immenso per quello che avete propalato, quando con le vostre lingue riportaste e con le vostre bocche diceste cose , di cui non avevate conoscenza alcuna. Pensavate che non fosse importante, mentre era enorme davanti ad Allah.

Perché quando ne sentireste parlare non diceste: “Perché mai dovremmo parlarne? Gloria a Te o Signore! E’ una calunnia immensa” ? Allah vi esorta a non fare mai più una cosa del genere, se siete credenti. Allah vi rende noti i Suoi segni. Allah è sapiente, saggio. In verità, coloro che desiderano che si diffonda lo scandalo tra i credenti, avranno un doloroso castigo in questa vita e nell’altra. Allah sa e voi non sapete”.

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