Un caffè insieme – La preghiera nell’Islam

Un caffè insieme – La preghiera nell’Islam

Carissimi lettori, dal titolo avrete già capito di cosa tratterò oggi in questo articolo; ovvero la preghiera nell'Islam. Cercherò di essere più chiara possibile.

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Carissimi lettori, dal titolo avrete già capito di cosa tratterò oggi in questo articolo; ovvero la preghiera nell’Islam. Cercherò di essere più chiara possibile.

Va da sé che gli edifici non sono fatti dei pilastri che, invece, i pilastri esistono per sostenere gli edifici nel loro insieme. Coloro che riducono l’Islam all’ambito della divisione rituali, ovviamente, non comprendono l’ampia e totale natura dell’Islam nella sua pienezza, né lo scopo insito in questi atti di devozione finalizzati a formare il carattere del devoto.

I cinque pilastri dell’Islam sono requisito minimo della devozione; tutte le azioni giuste compiute con il proposito di compiacere Dio sono considerate preghiera a Lui rivolta e gli atti caritatevoli non sono soggetti a limitazioni; iniziano sin dai più piccoli particolari come il rivolgersi alle persone con un’espressione sorridente o rimuovere oggetti pericolosi dalla pubblica via: entrambe le azioni furono raccomandate ai credenti del profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui). In sostanza, tutte le azioni di una persona, grazie all’intenzione che le anima, possono diventare legittimi atti di devozione.

La preghiera rituale dell’Islam è un elemento definito in un certo modo, è diverso dalla preghiera intesa in senso ampio, ossia come espressione dei propri sentimenti a Dio in qualunque momento e in qualsiasi luogo e come invocazione a Lui rivolta per riceverne la guida, l’aiuto e il perdono. La pratica della preghiera così intesa è fissata dal Corano ed è degna di encomio in altre religioni. Essa, però, assume forma e contenuti speciali; poiché in essa corpo e anima sono coinvolti in modo armonioso. Si compie 5 volte al giorno: al mattino presto (Al-Fajr), nel primissimo pomeriggio (Al- Dhuhur), nel tardo pomeriggio (Al-Asr), dopo il tramonto (Al-Maghreb) e calata la notte (Al-Ishaa). Le preghiere si possono compiere in qualsiasi posto pulito (a casa, nella moschea, in un parco, sul posto di lavoro, etc.) da soli o riunendosi in un gruppo costituito da uomini e/o donne musulmani; uno degli uomini guida le preghiere con il ruolo di Iman (guida). La recitazione di ciascuna delle 5 orazioni richiede pochi minuti. Soltanto la preghiera del 12:00 del venerdì è obbligatoriamente una preghiera collettiva (in un gruppo); questa si tiene nella moschea ed è preceduta da un sermone. L’Imam (colui che guida la preghiera) non è un sacerdote, e non deve essere sempre la stessa persona a guidare ogni orazione. La scelta dell’Imam si compie in funziona dell’erudizione e della conoscenza del Corano e della religione (la responsabilità di questo compito condivisa da uomini d’affari, lavoratori manuali , medici , insegnati ed altri , oltre agli eruditi in materia religiosa).

Per compiere la preghiera, bisogna essere puliti, aver realizzato l’abluzione (Wudū) che richiede di lavarsi con l’acqua la bocca, le narici, il viso, gli avambracci fino ai gomiti e i piedi; e anche di strofinarsi la testa e le orecchie con le mani bagnate. Un’ abluzione può essere valida per diverse orazioni, però va ripetuta se ci si addormenta, se si urina, se si va di corpo o in caso di emissione di flati. Il rapporto sessuale richiede un bagno completo. Le donne sono dispensate dalle preghiere rituali durante il flusso mestruale (e il capoparto), dopodiché è richiesta la purificazione mediante un bagno, come per gli uomini dopo l’eiaculazione.

Ciò nonostante, tutti possono pregare Dio in qualsiasi momento,levando la propria supplica individuale, con o senza Wudū. Ogni preghiera è indirizzato a Dio che ne è destinatario e l’orazione va compiuta guardando verso la Kabaa (la prima moschea mai costruita, edificata dal Patriarca Abramo e da suo figlio Ismaele per il culto del Dio Unico , nel luogo in cui, molto tempo dopo, sorse la città di Mecca , in Arabia) . Soltanto intorno alla moschea della Kabaa, a Mecca ,i musulmani formano cerchi concentrici per le orazioni).

In tutto il mondo, essi pregano disponendosi in file diritte, senza lasciare posti vuoti e rivolti verso la Mecca. Le donne, di solito, occupano le file posteriori, non per rispondere a un requisito obbligatoriamente religioso, ma per una questione di giusto giacché le donne non si sentirebbero a proprio agio avendo alle spalle gli uomini , mentre compiono movimenti di inchino e di prosternazione.

La preghiera si apre con la recitazione delle parole “Allah Akbar” che significa Allah è il più grande (rispetto ad ogni cosa). Con queste parole, in sostanza, il devoto, uomo o donna che sia, volge le spalle all’intero Universo e si rivolge a Dio. Componente necessario in ogni preghiera è il capitolo iniziale del Corano (Sura “l’Aprente “) che recita: “In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi. Il Compassionevole, il Misericordioso, Re del Giorno del Giudizio. Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto. Guidaci sulla retta via,la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira, né degli sviati”.

Il resto della preghiera è composto dalla recitazione di ulteriori passi del Sublime Corano insieme all’inchino e alla prosternazione del devoto( dinanzi a Dio) e con le esclamazioni: “Gloria al mio Signore il più grande”, “Gloria al Signore il Supremo”, “Allah ascolta coloro che gli sono grati unitamente a ciò che colma il cuore di chi prega nell’implorazione”. La preghiera termina stando seduti con la ripetizione della testimonianza di Fede (Shahada). Inoltre si chiede a Dio che riversi pace e benedizioni sui profeti Muhammed (pbsdl) e Abramo e sulle loro famiglie ed i loro seguaci.

Obbligatoria o spontanea, la preghiera in entrambi i casi è un immenso tesoro spirituale di cui alimentarsi.Essa infonde pace, virtú e calma ed instilla incessante consapevolezza e senso di intimità con Dio. Mitiga in un modo sorprendente il turbinio della vita di ogni giorno ridimensionandone le proporzioni.

Grazie al ritmo scandito in 5 volte al giorno, compresa l’ orazione dell’inizio della giornata, chi prega mantiene un livello terapeutico di benessere e praticamente, nel suo animo non c’è posto per cattivi pensieri o cattive azioni.