Un caffè insieme – La guerra e l’Islam

Un caffè insieme – La guerra e l’Islam

"E' necessario il rispetto della verità, nessuno ammetterebbe mai di essere contro la verità, ma tutti lo sono. La verità è un valore e purtroppo i politici sono insensibili ai valori, il che costituisce la vera minaccia che, oggi, abbiamo difronte".

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Miei adorati lettori oggi ho deciso di parlare sulla guerra e ciò che l’Islam dice a riguardo.

Nell’Islam, le norme di guerra sono molto chiare e furono descritte in modo esplicito dal profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui) in persona. La guerra deve essere di carattere difensivo oppure finalizzata a cacciar via l’oppressione ovunque essa si manifesti in consonanza con ciò che oggi è definito “una giusta causa”; la guerra va combattuta senza far del male alla popolazione civile innocente e senza causare danni all’ambiente.

Il concetto di alleanza allo scopo di bloccare l’aggressione è descritto nel 9° di Sura “Le stanze intime”: “Se due gruppi di credenti combatterono tra loro, riconciliateli. Se poi [ancora] uno di loro commettesse degli eccessi, finché non si pieghi all’Ordine di Allah. Quando si sarà piegato, ristabilite, con giustizia, la concordia tra di loro e siate equi, poiché Allah ama coloro che giudicano con equità”.

L’alleanza con i non-musulmani a favore di una giusta causa è ammessa. Ne offre esempio il trattato stretto dal Profeta (pbsdl) con gli altri Ebrei di Medina per la difesa congiunta della città dai miscredenti. C’è un altro esempio: è il riferimento fatto dal Messaggero (pbsdl) a un trattato fra le tribù di Mecca e stipulato molto prima dell’avvento dell’Islam. Tale accordo prevedeva l’unione delle forze in appoggio agli oppressi. Il Profeta (pbsdl) osservò: “Quella era un’alleanza precedente all’Islam, ma se, nel seno dell’Islam, fossi stato invitato a stringerla, lo avrei fatto”.

Le esplicite istruzioni del Profeta (pbsdl) alle sue truppe erano rigorose quanto al fatto che i guerrieri potevano combattere solo contro i belligeranti, ma non contro donne, bambini o anziani. Parimenti, alle persone religiose non musulmane che si trovassero nei propri monasteri o nei propri luoghi di culto non si doveva fare del male, né era permesso tagliare gli alberi dei nemici o appiccare incendi come azione di guerra, né colpire animali o ucciderli se non per cibarsene. Riesaminando queste disposizioni, risulta ovvio che l’applicazione di questa onorevole etica islamica di guerra esige uno sforzo particolare nella guerra moderna. Probabilmente, la prima guerra mondiale è stata l’ultima contea bellica nella quale il combattimento, giustamente , ha coinvolto solo le truppe.

Di conseguenza, qualcuno supporrà che l’etica islamica di guerra che abbiamo descritto abbia ormai valore teorico e non possa reggere al giorno d’oggi. Invece i musulmani, come altri, guardano alla questione da un’altra ottica: posto che le moderne strategie belliche sono così devastatrici, la guerra in sé non dovrebbe essere più contemplata come alternativa possibile per la risoluzione di un conflitto. La guerra dovrebbe essere una cosa obsoleta, proprio come la schiavitù.

È di cattivo auspicio che il concetto di nuovo ordine mondiale sia stato introdotto in concomitanza con una soverchiante azione bellica. Le decisioni susseguenti creano il sospetto che il nuovo ordine mondiale altro non sia se nono il vecchio ordine presieduto da un avversario invece che da due.

Oggi, più che in ogni tempo passato, la civiltà umana si trova all’apogeo e si inoltra nel terzo millennio; quindi , annunciare e acclamare il concetto del nuovo ordine mondiale, di un mondo affrancato dalla guerra e dotato di strumenti alternativi per il conseguimento della pace non è più un sogno vano.

Dopo tutto la guerra non distingue fra “giusto “ e “ingiusto”, ma mostra solo chi è il più forte e chi possiede maggior potere di distruzione. L’applicazione di una risoluzione dei conflitti giusta e imparziale sarebbe ben possibile se si istituissero tribunali competenti e desiderosi di gestire i conflitti in modo onesto.

Il buon esito di qualsiasi proposta del tipo descritto poggia su un solo cardine: che i Paesi civilizzati decidano di agire come tali. E’ necessario il rispetto della verità, nessuno ammetterebbe mai di essere contro la verità, ma tutti lo sono. La verità è un valore e purtroppo i politici sono insensibili ai valori, il che costituisce la vera minaccia che, oggi, abbiamo difronte.