Un caffè insieme – Eid Al-Adha o la festa del sacrificio

Un caffè insieme – Eid Al-Adha o la festa del sacrificio

I musulmani che non sono presenti al pellegrinaggio celebrano la loro festa con la preghiera collettiva (che comprende il sermone ) e l’offerta sacrificale di una pecora. La celebrazione di tale solennità è una gioiosa occasione nella quale ci si rallegra. Auguro a tutti i musulmani di passare una serena e felice festa.

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Miei adorati lettori, oggi vi parlerò della seconda festa per i musulmani: Eid Al-Adha o la festa del sacrificio e del pellegrinaggio. Quando leggerete l’articolo capirete cosa li unisce. Tale celebrazione si festeggerà venerdì 1 settembre 2017.

Allah ordinò al Suo profeta Abramo (pace su di lui) di prendere la moglie Hagar e il figlioletto Ismaele e condurli in una landa desolata della penisola arabica, un territorio chiamato Hijaz, che dista poche decine di chilometri da Jeddah dove, secondo la tradizione fu sepolta nostra madre Eva.

Giunto nel luogo che Dio gli aveva indicato, Abramo lasciò a Hagar un’otre piena d’acqua e le poche provviste che poteva e si allontanò con il cuore gonfio di dispiacere, ma confidando nella misericordia dell’Altissimo, al quale elevò un’invocazione come testimonia il 37°verso di Sura “Abramo “ :” O Signor nostro , ho stabilito una parte della mia progenie in una valle sterile, nei pressi della Tua Sacra Casa, affinché, o Signor nostro, assolvano all’orazione. Fai che i cuori, di una parte dell’umanità, tendano a loro; concedi loro[ogni specie] di frutti. Forse ti saranno riconoscenti”.

Hagar seguì le sue tracce, lo raggiunse e gli chiese a chi affidasse lei e Ismaele. “Ad Allah, rispose Abramo, Colui che ha il potere su ogni cosa”. “Con Allah sarò al sicuro”, disse Hagar ritornando presso suo figlio.

Finché durò l’acqua Hagar rimase in fiduciosa attesa in quel sito desolato; poi quando essa si esaurì, temette per la sua vita e per quella del figlioletto, il cui pianto riempiva d’angoscia il suo cuore di madre. Il luogo in cui si trovavano era un avvallamento tra montagne brulle e polverose, lontano da ogni centro abitato; la salvezza sarebbe potuta venire solo da qualche carovana di passaggio.

Hagar spinta dall’ansia, che opprimeva il suo petto, al fine di scrutare l’orizzonte, si inerpicò su di una roccia (Saf-) che si trovava in quei paraggi. Non vide nulla, così corse fino alla sommità di un piccolo colle (Marwa) distante dalla roccia qualche centinaio di metri. Con il cuore in tumulto per il pianto del piccolo Ismaele e per la fatica ripeté 7 volte il percorso, senza poter avvistare nulla.

Tornò esausta presso il bambino e vide dell’acqua affiorare sotto i suoi piedini, scavò e fece un bacino per trattenerla , poi dissetò Ismaele, se stessa, riempì l’otre e ringraziò L’Altissimo. Allah aveva fatto sgorgare la fonte dell’acqua di Zamzam.

Il 125° verso di Sura “la Giovenca “ dice :” E quando facemmo della Casa un luogo di riunione e un rifugio per gli uomini. Prendete come luogo di culto quello in cui Abramo ristette! E stabilimmo un patto con Abramo e Ismaele: “Purificate la Mia Casa per coloro che vi gireranno attorno, vi si ritireranno, si inchineranno e si prosterneranno”.

Ben presto intorno a quell’acqua miracolosa si formò un accampamento di nomadi e i carovanieri ne fecero un punto di sosta nei loro viaggi attraverso la penisola araba tra il Mediterraneo e l’Oceano Indiano .

Quando Ismaele fu cresciuto, Abramo ritornò nell’Hijaz e insieme obbedendo ad un ordine divino, edificarono la sacra Ka’ba , e predicarono alla gente d’intorno l’Unicità di Dio e il buono comportamento. E quando Abramo e Ismaele posero le fondamenta della Casa dissero: “O Signor nostro , fai di noi dei musulmani e della nostra discendenza una comunità musulmana. Mostraci i riti e accetta il nostro pentimento. In verità tu sei il Perdonatore , il Misericordioso !”. Queste ultime parole sono riportate nel 128° verso di Sura “ La Giovenca”.

L’Islam è così profondamente legato alla missione monoteista di Abramo che il suo quinto pilastro (il pellegrinaggio / Hajj) è proprio la commemorazione solenne dell’obbedienza di Abramo a Dio. Il profeta Abramo (psdl) obbedì sempre a Dio in occasione delle molte prove a cui fu sottoposto nella vita. La prova più difficile per Abramo fu di certo l’ordine divino di uccidere il proprio figlio (Ismaele) al quale obbedì con l’incoraggiamento del figlio stesso , che gli disse di compiere la volontà di Dio. E Dio, avuta prova della sincerità e della fede di Abramo , risparmiò il ragazzo e lo riscattò scambiandolo con un ariete .

Il pellegrinaggio, quindi, fu inaugurato da Abramo e Ismaele ed è proseguito senza interruzioni sino da allora. Disgraziatamente però, la gente, dopo molte generazioni, scivolò progressivamente nel paganesimo e trasformò la casa del culto di Dio in una casa per gli idoli. Ogni tribù dell’Arabia pagana scelse un idolo , gli diede un nome e lo pose nella Ka’ba. La stagione del pellegrinaggio era osservata , ma invece di essere un periodo dedicato ad adorare Dio , diventò un’epoca di divertimento e di festa , in cui le persone si abbandonavano al bere e al vizio; si improvvisavano nuovi rituali , come quello di camminare in circolo intorno alla Ka’ba, nudi, battendo le mani, cantando e fischiando.

Successivamente, gli idoli furono distrutti, purificando in questo modo la Ka’ba di Abramo dal paganesimo e riportando la religione alle sue pure origini. Il pellegrinaggio continuò nella stagione ad esso preposta , ed il quinto pilastro dell’Islam divenne norma per ogni musulmano, uomo o donna ; va fatto almeno una volta nella vita se le condizioni fisiche e finanziarie lo consentono.

La stagione del pellegrinaggio inizia in corrispondenza del 12° mese del calendario lunare , chiamato “mese del Hajj “( Dhul Hijjah), già noto al momento dell’avvento dell’Islam , poiché era un evento abramico. Durante il pellegrinaggio , le donne indossano abiti semplici che coprono tutto il corpo ad eccezione del viso e delle mani. Gli uomini devono vestirsi con due pezze di tela bianca , priva di cuciture ; non indossano nient’altro eccetto , a volte , dei sandali ed una cintura (con una tasca). Questo è l’abbigliamento universalmente adottato, ed i pellegrini appaiono tutti uguali , senza distinzione alcuna di condizione sociale. Si fondono gli uni con gli altri in piena fratellanza ed hanno pronta sollecitudine nell’offrirsi mutuo aiuto in ogni momento , ponendosi al di sopra ed ignorando qualsivoglia differenza di colore , lingua , razza , appartenenza etnica, livello d’istruzione.

Durante il Hajj sono manifeste solo la bontà dell’essere umano e la purezza della convinzione che l’umanità è un’unica famiglia che venera un unico Dio. Non ci sono discriminazioni: famiglie e altri gruppi cercano di stare il più uniti possibile in modo che nessuno si perda nell’enorme moltitudine.

I rituali del pellegrinaggio comprendono: la preghiera presso la moschea di Abramo e la circumabulazione della Ka’ba; la ripetuta copertura a piedi della distanza fra le colline di Safa e Marwah; la riunione in preghiera e supplica intorno al Monte ‘Arafat; la sosta nei 3 luoghi ( dove il demonio cercò di tentare Abramo in contrasto con l’odine di uccidere il figlio) ed il lancio di sassolini contro le steli lì collocate , lancio che simboleggia la sconfitta della tentazione indotta dal demonio.

Il culmine del pellegrinaggio ( il 10 di Dhul-Hija) è costituito dalla preghiera collettiva e dal sermone della “Festa del sacrificio” , a cui segue l’immolazione di un ariete (donato ai poveri , anche se parte della carne è destinata alla famiglia e agli amici ) in osservanza della tradizione di Abramo.

I musulmani che non sono presenti al pellegrinaggio celebrano la loro festa con la preghiera collettiva (che comprende il sermone ) e l’offerta sacrificale di una pecora. La celebrazione di tale solennità è una gioiosa occasione nella quale ci si rallegra. Auguro a tutti i musulmani di passare una serena e felice festa.