Un appuntamento con le abitudini alimentari degli etruschi

Un appuntamento con le abitudini alimentari degli etruschi

Dopo lo stop pasquale torna Etruscan - gli Etruschi mai visti, con un nuovo appuntamento per il prossimo venerdì

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Dopo la pausa pasquale, riprende la fortunata rassegna sul mondo degli Etruschi che ha visto protagonisti di grande eccellenza in ogni sua data. Questa volta il protagonista è il Vino con un racconto che parte dall’antico e giunge fino alle abitudini nelle nostre tavole, molto più simili a quelle antiche di quanto si possa pensare. A raccontarcelo Maurizio Pellegrini, direttore Archeologo presso la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, Responsabile del Laboratorio Didattica e Promozione Visuale e dei Servizi Educativi.

Fotoreporter negli anni 75/80 e unico fotografo italiano in Iran durante la rivoluzione del 1979, è stato collaboratore dell’Ufficio Circolazione Beni della Soprintendenza, consulente della Procura di Roma in merito al mercato clandestino di reperti archeologici con al suo attivo gli importanti successi ottenuti dallo Stato italiano negli ultimi anni. Collabora da tempo come esperto in comunicazione museale con Musei comunali dell’area laziale ed è docente per la LASET (Libera Associazione per gli Studi Etruscologici e Topografici di Viterbo).

Oltre alla docenza inTecniche della Documentazione Audiovisiva per l’ABAV (Accademia delle Belle Arti “Lorenzo da Viterbo”) cura anche il corso di Giornalismo e Comunicazione Archeologica e Corso di Perfezionamento in Museologia, Museografia e Museotecnica. Nella sua lunga carriera ha realizzato diversi documentari, tra i quali Tuscania, Sutri ed i giochi Gladiatori, Lo Sport nell’Italia Antica,La Donna si Fa Bella – Menzione speciale sezione Didattica del “Capitello d’Oro” ‘2007, Nepi – Il Serpente e la Torre (in cooregia con  Alan Badel – HIstoria), II restauro dei Cavalli Alati di Tarquinia, Demetra – Il Mito la Leggenda Le Tradizioni (in cooregia con l’antropologa Ebe Giovannini), L’Ultimo Mastro d’Ascia – Viaggio nelle Memorie (in cooregia con l’antropologa Ebe Giovannini), Il Restauro degli Affreschi del Castello di Ostia Antica, Gli Orafi Castellani (in cooregia con Stefano Sestili), L’Arte del Gandhara (in cooregia con  Nasar Sheen), Breve Storia dell’Affresco.

Vinum, Storia del Vino nell’Italia Antica  – Vincitore sezione Didattica del “Capitello d’Oro” 2008 è il lavoro che forse gli ha dato più soddisfazione ed ha meglio premiato la sua grande professionalità. Molti credono che il vino sia stato introdotto in Italia dalle colonizzazioni provenienti dall’oriente e che gli etruschi abbiano contribuito alla sua diffusione ma i risultati di recenti scavi e le ricerche degli ultimi anni hanno confermato che il vino e la sua cultura fosse stata in loro possesso da prima delle colonizzazioni greche.

L’esistenza poi di due diversi modi di coltivare la vite, l’uso di vitigni differenti e una grande ricchezza di ambienti ideali per la vite confermano che gli italici producevano e consumavano il vino già in epoca protostorica. Dalle analisi dei materiali venuti recentemente alla luce e dalla loro collocazione negli ambienti è stato accertato l’uso di recipienti interrati per la maturazione del vino e che per impedire l’alterazione del contenuto le pareti dei contenitori, compresi quelli per il trasporto, venivano impermeabilizzati con l’utilizzo di pece o resina oppure cera mista al miele. Vinum, ultimo di tre documentari sugli Etruschi dell’autore, ci fa percorrere i primi passi della cultura del vino attraverso i pensieri di un archeologo della prima metà del novecento che, parlando delle sue scoperte in una lettera/testamento a un futuro collega, racconta la sua teoria della conoscenza delle tecniche di coltivazione della vite e della produzione del vino da parte degli italici già prima delle importazioni dall’oriente.

Altro protagonista della kermesse di venerdì primo aprile l’eclettico Sergio Grasso, TV producer, regista, autore teatrale, attore e conduttore televisivo ma prima di tutto antropologo-alimentare e food-writer. E’ accreditato come cultore e divulgatore di storia sociale del cibo sia in Italia che all’Estero. Vanta un onorevole carriera come regista, documentarista e doppiatore cinematografico. Per l’editore statunitense Lighthouse Publishing ha pubblicato “Gli Etruschi: tra cultura e cucina” ed è in uscita “Vita e alimentazione nell’Antico Egitto”.

Per il teatro  ha scritto e interpretato “Le tentazioni della carne: ovvero a noi che non ci piace il rosbif”, “Alcoologia di Socrate: travagli di grappe, numi e uomini di spirito” e “Foraggio, Coraggio Formaggio”, oltre a numerosi talk-food che spaziano dal vino ai tartufi, dall’acqua minerale all’olio extravergine d’oliva. Animatore di manifestazioni di grande richiamo come il Cous-Cous Fest di San Vito Lo Capo (TP) e la Festa del Torrone di Cremona è stato l’inventore del Girotonno di Carloforte (CA) e di “Mediterraneans” a Jeddah (Arabia Saudita). Svolge un’intensa attività didattica sia in Italia che all’estero, è docente di Masters di specializzazione e insegna in lingua inglese Antropologia alimentare e Storia e evoluzione della Gastronomia all’USAC (University Study Abroad Consortium) presso l’Università di Viterbo. Allora pomeriggio speciale dalle 17,00 di venerdi all’Auditorium di Valle Faul e chi più ne ha… più ne metta.