Un anno da Baku e nessuno lo ricorda. Un anniversario per pensare alla pace <br>tra Comune e Sodalizio dei Facchini

Un anno da Baku e nessuno lo ricorda. Un anniversario per pensare alla pace
tra Comune e Sodalizio dei Facchini

Approfittando del ricordo dello spirito di Baku lanciamo un appello a Comune di Viterbo e Sodalizio affinché si metta fine all'assurda situazione che si è venuta a creare tra loro. Situazione che fa perdere la città di Viterbo.

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Un anno da Baku, dall’emozione del sindaco di Viterbo Leonardo Michelini tutta chiusa in una frase: “Ce l’abbiamo fatta”. Dall’appello del presidente del Sodalizio dei Facchini Massimo Mecarini: “Quando avverrà la nomination a Viterbo suonate le campane e i clacson”; accolto in città. Dalle suore di Santa Rosa, avvisate con un sms dai Funamboli, che hanno fatto suonare le loro campane.

ASCOLTA IL MEGLIO DI ‘VITERBO-BAKU, ANDATA E RITORNO’

Un 4 dicembre di festa, scoppiato subito dopo le 12 ora italiana. Con una delegazione mista Comune-Sodalizio a rappresentare la città dei papi nel ricco Azerbaijan. Una roba che ha fatto sentire i viterbesi al centro del mondo, anche se solo per un giorno.

Un progetto, quello della rete delle macchine a spalla, indicato come modello proprio dall’Unesco. Una sinergia tra Viterbo, Nola, Palmi e Sassari che ha saputo mostrare il volto migliore di un Paese straordinario e miserabile come l’Italia. A un anno di distanza abbiamo ritenuto necessario ricordare quel giorno, quel sentimento d’unione. Un qualcosa che non c’è più.

Rotto il rapporto tra Palazzo dei Priori e Sodalizio dei Facchini. Una brutta storia consumata sul tappeto del bando per la nuova Macchina di Santa Rosa. Tappeto su cui sono volate parole pesanti, da parte dei consiglieri comunali verso i facchini, che non sono state mandate giù da questi ultimi. E a un anno da Baku la città non sembra volere avere memoria di niente.

Nessun evento organizzato, nessuna comunicazione. Il nulla, soltanto fitto e sterile silenzio. Non un cartellone, non un post facebook, non un qualche tipo di segnale da parte del Comune di Viterbo per ricordare il titolo Unesco. E invece da ricordare ci sarebbe e ricordare servirebbe. Il successo è stato ottenuto con l’unità delle città della rete delle macchine a spalla. Oggi Viterbo è invece divisa al suo interno e nessuno sembra voler tentare di suturare questa ferita aperta tra Sodalizio e Comune.

Un anno fa furono i Funamboli a raccontare, tra stupidi e inutili polemiche degli invidiosi, i fatti di Baku. Lo fecero su Radio Verde con una diretta di tutta l’avventura: dall’andata al ritorno. Oggi con La Fune vogliamo lanciare un invito a Comune di Viterbo e Sodalizio dei Facchini. Offriamo un tavolo: quello degli studi di Radio Verde, per ristabilire la pace e i rapporti tra le due importanti realtà cittadine.

E’ il momento di ritirare le parole offensive e chiedere scusa. E’ il momento di accettare queste scuse. E’ il momento di saldare i conti dovuti: pranzo sociale 2013, targhe 2013 e questione Museo del Sodalizio. Non fare questo significa mantenere una situazione di divisione e divisi si perde.