Tutti d’un sentimento per il Museo delle Macchine

Tutti d’un sentimento per il Museo delle Macchine

L'ideatore di Sinfonia d'Archi Angelo Russo ha lanciato l'idea di un tavolo per avviare la discussione sul Museo delle Macchine di Santa Rosa. Idea accolta dal sindaco Leonardo Michelini e dal Sodalizio dei Facchini.

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Obiettivo Museo delle Macchine di Santa Rosa. In questa prospettiva è stata accesa, con un apposito evento questo pomeriggio, su viale Armando Diaz, al civico 23 nel piazzale dell’attività commerciale Sat System, Sinfonia d’Archi.

 

 

La Macchina che ha segnato i trasporti che vanno dal 1991 al 1997. La Macchina ideata da Angelo Russo e realizzata dal costruttore Vincenzo Battaglioni. Era ridotta male, al punto da far piangere il cuore. Uno scatto d’orgoglio e il fare squadra di un gruppo di imprenditori viterbesi l’ha riportata alla vita.

E’ tornata a brillare nelle notti viterbesi, e durerà per cinque-sei mesi. Illuminata dal calare del sole fino a mezzanotte circa. Tutto questo per fare luce sul sogno del Museo delle Macchine. Una prospettiva coccolata da diverse persone in città, ma che fatica a concretizzarsi in un progetto vero e proprio, su cui cercare i fondi necessari alla realizzazione.

Per Russo il gesto serve a lanciare l’idea del Museo: “Viterbo è la città delle Macchine, ma in realtà ce lo ricordiamo solo il tre settembre. Andrebbe invece segnata una presenza durante tutto l’anno e il museo è la soluzione più intelligente”.

L’ideatore di Sinfonia d’Archi ha lanciato l’idea di aprire un tavolo per avviare il lavoro. Prospettiva accolta favorevolmente dal sindaco Leonardo Michelini: “Procediamo con il tavolo, andiamo avanti. La Macchina di Santa Rosa non è più soltanto una cosa dei viterbesi ma dell’umanità. Abbiamo delle responsabilità in più ed è giusto pensare a uno spazio aperto sempre dove tutti possano vivere le emozioni di questa tradizione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, il capofacchino Sandro Rossi e il presidente emerito Lorenzo Celestini. Quest’ultimo ha anche indicato un luogo possibile: le ex cave Anselmi.

L’operazione di questa sera è stata possibile grazie alla collaborazione di diversi imprenditori. Al restauro dei quattro pezzi recuperati hanno contribuito Primaprint, Mastro srl, Rp Distribuzione srl, Kaes srl, Colore Amico, Bajocchi, Delle Monache trasporti, Fratelli Menghini.