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Troili pronto a incendiare la “poltrona” sul Focarone

Troili pronto a incendiare la “poltrona” sul Focarone

Troili pronto a incendiare sul “Focarone” una sedia. Non quella su cui siede a Palazzo dei Priori, ma un surrogato. Sabato dovrebbe presentarsi in piazza a Bagnaia con una di casa e effettuare la combustione simbolica. Un modo per rimarcare la propria delusione per come sono andate le cose, fino a ora, nell'amministrazione Michelini.

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Troili pronto a incendiare sul “Focarone” una sedia. Non quella su cui siede a Palazzo dei Priori, ma un surrogato. Sabato dovrebbe presentarsi in piazza a Bagnaia con una di casa e effettuare la combustione simbolica. Un modo per rimarcare la propria delusione per come sono andate le cose, fino a ora, nell’amministrazione Michelini.

L’idea viene fuori in diretta, durante la trasmissione radiofonica in onda su Radio Verde Sbottonati. Ecco cosa è successo.

 

È in disaccordo su come è andata, finora, l’esperienza amministrativa. Perché non brucia la sua poltrona del consiglio sul Focarone di Bagnaia?

“Non posso, il gesto avrebbe delle ricadute penali. Poi magari quella poltrona è antica e costa un sacco di soldi, poi non appartiene a me ma alla città. Altrimenti lo farei. Ci porterò una sedia di casa, come simbolo”.

 

Treta dice che “i cattivi” siete voi. Che ne pensa?

“Lui è un professore di ginnastica, penso che ha ragione. Penso che faremmo bene tutti a stare un tantino in silenzio”.

 

È pronto al rimpasto?

“Io sto a dieta, tutti i giorni mangio verdure e pollo ai ferri. Non ho bisogno di altri rimpasti. Diciamo che il come abbiamo amministrato ci consiglia di dire basta, di mettere uno stop”.

 

Ma quindici giorni prima dell’apertura di questa ultima crisi avevate dato fiducia a Michelini, votando contro la mozione di sfiducia. Perché? Cosa è cambiato?

“La sfiducia l’hanno proposta le minoranze, ci sembrava giusto e doveroso bocciarla. Diciamo che poi ai vecchi problemi se ne sono aggiunti di nuovi. E’ proprio un modo di fare le cose che ritengo sia sbagliato. Mi riferisco alla nomina di d’Ubaldo, alla nomina all’Interporto di Orte, a cui si è aggiunta la vicenda dei nuovi revisori dei conti e l’idea di cambiare Vannini con Tizio, Caio e Sempronio. A tutto questo va aggiunto che i rapporti umani sono da pena, non ci salutiamo nemmeno tra noi. C’è anche questa componente umana che si è degradata. Questa è una cosa che doveva curare il sindaco, per superare queste difficoltà umane doveva spendersi lui. Così non è”.

 

Ma non ha paura di una espulsione dal Pd?

“Io no. Non ci sono le condizioni, se trovassero qualche marchingegno non mi fregherebbe. Io la tessera l’ho fatta e sto nel Pd”.

 

In quota Fioroni (scherzano i conduttori)?

“No, in quota Bagnaia. Io sono un uomo libero. Anche se la tessera l’ho fatta a Viterbo”.

 

A Bagnaia non c’avete il circolo?

“Io l’ho fatta a Viterbo. Non so come fanno a Bagnaia, me lo hanno chiesto ho detto di rivolgersi a Viterbo. Da noi il circolo Pd non c’è fisicamente”.

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