Trenta anni dalla morte di Aldo Bruno De Alexandris, le mani che curarono i monumenti di Viterbo lesionati dai bombardamenti

Trenta anni dalla morte di Aldo Bruno De Alexandris, le mani che curarono i monumenti di Viterbo lesionati dai bombardamenti

Trenta anni dalla scomparsa di Aldo Bruno De Alexandris. L'artigiano che riportò in vita tanti monumenti in peperino della città di Viterbo dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

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Trenta anni dalla scomparsa di Aldo Bruno De Alexandris. L’artigiano che riportò in vita tanti monumenti in peperino della città di Viterbo dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Le sue sculture erano vere e proprie opere d’arte. Fu attivo soprattutto dal dopoguerra fino agli anni ’70 e restaurò, insieme al fratello Mario, tutte le parti artistico-ornamentali, in pietra peperino e non solo, della Cattedrale di San Lorenzo, della Basilica di San Francesco, della Fontana della Rocca, del Museo Civico, dei fregi di Porta della Verità e di altri numerosi monumenti cittadini.

Ha inoltre realizzato una statua di Santa Rosa da donare all’omonima città di Viterbo in Colombia in occasione del gemellaggio (1955) voluto dal noto Renzo Javarone, lo storico gestore di Schenardi.

A Palazzo Gentili, sede della Provincia e interamente distrutto dalle bombe, ricostruì una parte dei fregi della facciata, riprodusse la restante parte e scolpì lo stemma della sala consiliare. Realizzò nel 1961 il fonte battesimale della Chiesa di Santa Maria Nuova, oggi collocato nella cripta, gli stemmi della Caserma dei Pompieri e del Seminario di San Pietro in Viterbo.

Il padre di Aldo Bruno e di Mario De Alexandris, Grisostomo De Alexandris, era nativo di Viterbo, si trasferì giovanissimo a Venezia e fece ritorno a Viterbo nel 1934 portandosi i suoi due figli che erano nati a Venezia. Anch’egli scultore, è tuttora sepolto nel cimitero di Viterbo.

La famiglia De Alexandris nel capoluogo della Tuscia continuò la sua attività artigianale con grande impegno e professionalità. I laboratori di De Alexandris erano in Via San Lorenzo ed in Via Zelli Pazzaglia. Giunto il momento della pensione, Aldo Bruno De Alexandris lasciò Viterbo nel 1975 per tornare a vivere in Veneto, dove morì il 7 novembre 1987 a causa di un incidente stradale e dove tuttora risiede il figlio Guido. Il suo ultimo lavoro importante lo impegnò nella realizzazione di un intero cornicione della facciata del duomo di Orvieto.