Filippo Rossi: “una sovrarappresentanza del Partito Democratico sarebbe esagerata per Viterbo”

Filippo Rossi: “una sovrarappresentanza del Partito Democratico sarebbe esagerata per Viterbo”

Filippo Rossi dopo un lunghissimo silenzio è tornato a rispondere alle domande di Sbottonati e lo ha fatto dopo che da qualche settimane, dalle dimissioni da presidente del Consiglio comunale, era quasi scomparso dalla vita pubblica.

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“Annoio anche me stesso, ma lo dirò finché non sanguineranno le orecchie: serve programmare”. Filippo Rossi dopo un lunghissimo silenzio è tornato a rispondere alle domande di Sbottonati e lo ha fatto dopo che da qualche settimane, dalle dimissioni da presidente del Consiglio comunale, era quasi scomparso dalla vita pubblica. Dimissioni che hanno scatenato una furibonda guerra all’interno della maggioranza alle prese con l’individuazione del suo sostituto.

 

Ha visto che casino si è scatenato con le sue dimissioni da presidente?

“Le logiche della rappresentanza sono queste, non cadiamo nel populismo. Per scegliere un rappresentante ci sono le regole dei numeri e non accuso nessuno dell’empasse. Certo però capisco che a volte sembra che si pensi solo a questo”.

 

È pubblicamente scomparso dopo le dimissioni e il grande casino all’interno della maggioranza, le cose sono collegate?

“Sì. È chiaro che Filippo Rossi e Viva Viterbo hanno rinunciato a un ruolo. Nella brutta politica, come la definite voi ma questa è, avevamo deciso per due cariche per Viva Viterbo. Ne abbiamo abbandonata una senza pretendere altro e quindi questa è una partita che non ci appartiene. Siccome la nostra volontà è cercare di fare qualcosa di positivo per la città, nel momento in cui la maggioranza deciderà ci saremo. Non partecipiamo però alle trattative in modo così paranoico perché non abbiamo niente da dare né da chiedere”.

 

Serra presidente?

“Secondo noi, data la situazione politica, sociale e culturale della città, una sovrarappresentanza del Pd nei luoghi istituzionali sarebbe esagerata. Non è un veto a Serra, per qualsiasi esponente del Pd è lo stesso”.

 

Prima le dimissioni aveva parlato di programmazione. Cosa non va?

“Il nodo è sempre lo stesso: per cercare di fare le cose, quando ci stanno i soldi e ancora di più quando non ci sono, bisogna programmare. Mi sembra la ricetta dei bambini dell’asilo, non è niente di nuovo. Lo dirò finché le orecchie non sanguineranno. Oggi però la notizia della Macchina di santa Rosa all’Expo è una buona notizia per la città (leggila qui) perché portiamo a Milano il simbolo di Viterbo. Questo è stato un esempio di programmazione. È stata un’operazione costruita con calma e con i rapporti. Devo ringraziare per questo l’assessore Giacomo Barelli e il sindaco Leonardo Michelini”.

 

Gli altri assessori non fanno lo stesso, non programmano?

“Le polemiche che faccio le faccio anche con me stesso. Bisogna mettersi intorno a un tavolo e fare le cose. Ad esempio per gli eventi culturali e turistici, che preciso che sono due partite diverse, con investimenti diversi e ben distinti, serve programmazione. Poi ci sono troppi difetti e non ci sono riscontri. Oggi comunque sono ottimista, spero che l’intero Consiglio possa sostenere la partita della Macchina di santa Rosa a Expo2015 che è una operazione che viene dal lavoro di questa e della vecchia amministrazione”.