Terme ex Inps, c’è un project financing da 12 milioni di euro inchiodato nel cassetto

Terme ex Inps, c’è un project financing da 12 milioni di euro inchiodato nel cassetto

Un project financing da 12 milioni di euro "murato" nei cassetti del Comune di Viterbo. Mette nero su bianco l'interesse di privati a far rinascere dalle ceneri e dai ruderi e dai topi le ex Terme Inps. Le Terme dei Lavoratori che davano lavoro a centinaia di viterbesi e che con la giusta visione potrebbero tornare a farlo.

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Un project financing da 12 milioni di euro “murato” nei cassetti del Comune di Viterbo. Mette nero su bianco l’interesse di privati a far rinascere dalle ceneri e dai ruderi e dai topi le ex Terme Inps. Le Terme dei Lavoratori che davano lavoro a centinaia di viterbesi e che con la giusta visione potrebbero tornare a farlo.

E’ stato presentato circa un anno fa e a oggi Palazzo dei Priori non ha fiatato. Non ha fatto suo il progetto aprendo tutto l’iter previsto da legge per i project financing e non l’ha bocciato. Non ha proprio aperto l’istruttoria. Lo tiene lì parcheggiato. Forse, ironizzano i maligni, sta servendo per fare da spessore a qualche tavolo che “balla”.

Certo anche questo è utile. Ma aprire un nuovo centro termale sarebbe un’altra roba. Chi ha visto il progetto racconta di un centro termale da leccarsi i baffi. Albergo, centro congressi, un parco rimesso a nuovo e reso davvero interessante e all’avanguardia.

Allora perché gli amministratori del Comune non corrono e danno il via al tutto? Prima c’era il problema dell’acqua ma da tempo, almeno così ci risulta, sarebbe stato risolto riducendo la portata di acqua utilizzata dal vicino complesso delle Terme dei Papi a 22 litri al secondo. Prima ne utilizzavano il doppio e ne è nata una guerra di carte bollate di quelle da mettersi le mani nei capelli e lasciare col sorriso solo gli avvocati.

E pare che sia proprio questo il nuovo mistero di Fatima: perché il Comune di Viterbo non sblocca la situazione delle ex Terme Inps? E’ gradita risposta, in carta semplice, a [email protected]

Decarta racconta la Tuscia