Terme del Paliano, dopo 15 anni salta “il tappo”

Terme del Paliano, dopo 15 anni salta “il tappo”

Per far crescere un territorio servono due ingredienti basilari: una buona politica ad amministrarlo e capace di compiere scelte strategiche per lo sviluppo e una classe imprenditoriale pronta a investire e scommettere.

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Per far crescere un territorio servono due ingredienti basilari: una buona politica ad amministrarlo e capace di compiere scelte strategiche per lo sviluppo e una classe imprenditoriale pronta a investire e scommettere.

Questa settimana il consiglio comunale ha approvato il Piano Particolareggiato del Paliano. Dopo 15 anni è stato rimosso il tappo a un progetto imprenditoriale importante per lo sviluppo termale del territorio. Ci sono posizioni contrarie, soprattutto per quanto riguarda le decisioni maturate sui servizi, il cui carico di manutenzione passerà tra dieci anni al Comune di Viterbo. Ergo a pagare saranno i cittadini. Obiezione reale ma che non può annebbiare il risultato storico di “sblocco” di un progetto termale importante tenuto inchiodato per 15 anni nei cassetti di Palazzo dei Priori.

La Free Time ha investito molto in questi quindi anni per tenere vivo il progetto ed è anche questa una cosa davvero assurda. Con la nascita di un nuovo e importante centro termale di fatto salta la situazione di “protezionismo” degli ultimi decenni sul termalismo viterbese. 

Si generano le importanti condizioni di un aumento dell’offerta e la possibilità di tratteggiare il volto di Viterbo come vera città termale. Importanti saranno le ricadute in termini occupazionali diretti e di indotto e importante il lavoro che sarà necessario di rilancio di Viterbo come città termale. I cittadini viterbesi beneficeranno di questo e le casse del Comune delle entrate che le Terme del Paliano andranno inevitabilmente a generare. Si poteva fare di più? Sicuramente. Ma la portata di quanto accaduto è davvero storica e sarebbe un errore banalizzarla.