Termalismo, occhio a perdere il treno Free Time

Termalismo, occhio a perdere il treno Free Time

C'è una questione che balla nelle stanze dove si decidono i destini della città. E' l'iniziativa imprenditoriale della società Free Time che si è messa in testa di aprire una struttura termale nella zona del Paliano, Cassia Sud.

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C’è una questione che balla nelle stanze dove si decidono i destini della città. E’ l’iniziativa imprenditoriale della società Free Time che si è messa in testa di aprire una struttura termale nella zona del Paliano, Cassia Sud.

57mila metri di zona termale. Un investimento grande, che compreso tutto costerebbe agli stessi la bellezza di 25 milioni di euro. Uno sforzo faraonico per una realtà di provincia come Viterbo, soprattutto in questi tempi di vacche magre. Una realtà che, facendo conti a spanna, potrebbe maturare come piena occupazione un qualcosa come 250-300 posti di lavoro. Più tutto l’indotto dei fornitori di beni e servizi che potrebbero beneficiare della presenza di un polo termale così significativo.

Parliamo di una struttura grande sette volte le Terme dei Papi. Tanto per dare un’idea. Un centro termale all’avanguardia per le cure e il relax. Con area fanghi, massaggi e tutto il resto. A fianco di questo un parco termale, dove andare in bici, visitare ruderi romani.

Tutto sarebbe portato a termine nel giro di tre-quattro anni, per entrare in funzione e macinare, si spera, numeri su numeri. Parliamo quindi di una scommessa grande per gli imprenditori che l’hanno pensata ma anche per la città di Viterbo.

La pratica gira da tanti anni negli uffici comunali. Non c’era neanche Michelini, che pure è arrivato quasi a fine mandato. Ci sono delle tensioni legate ai 23mila metri cubi di residenziale inclusi nel progetto. “Villette”. Nell’ultimo consiglio comunale si è deciso di sforbiciare del 10% la quota residenziale, ma non sono ancora svanite tutte le resistenze e c’è un fronte di contrari.

Ora, ognuno è libero e padrone delle proprie decisioni. Però è anche vero che è necessario, e su questo saranno tutti concordi, inserire nel piattume dello stagno viterbese qualche elemento di novità. L’operazione Free Time di fatto rappresenta la prima nuova vera scommessa di imprenditori locali sul termalismo. Riteniamo che il dato non sia da sottovalutare e anzi, in qualche modo, vada sottolineato.

In questo momento storico le cose centrali per un’agenda politica seria dovrebbero essere i posti di lavoro e il sostegno all’iniziativa privata. Perché altrimenti servirebbe a poco trovarsi con un bel prato verde in più e non poterne godere perché costretti a emigrare. La politica viterbese è chiamata a trovare un punto d’equilibrio sano tra gli affari e la tutela del territorio. Tra i posti di lavoro e il rispetto dei luoghi.

Anche perché quando si parla di termalismo a Viterbo serpeggia sempre il sospetto che negli anni da dentro i palazzi dove si decide sia stata portata avanti una politica protezionistica verso il già esistente. E francamente avere solo il dubbio che le opposizioni sollevate e le bocche storte possano essere in qualche modo riconducibili a quel quadro fa venire la pelle d’oca.

La politica viterbese non si divida. Trovi insieme agli imprenditori della Free Time una quadra positiva. Quest’investimento è davvero importante e sarebbe pazzia mandarlo alle ortiche. Anche perché se la scelta deve essere tra le ortiche e qualche “villetta in più” e posti di lavoro, forse nel 2016 è un tantino più giusto optare per la seconda ipotesi. Senza tifoserie, senza protezionismi, con in mente solo il destino dei viterbesi. Dopo tanto menefrego e cura delle clientele sarebbe gradito.

  • pascal91

    Ragazzi 250 posti di lavoro non li creerà mai, al massimo 50.

    • Roberto Pomi

      Questo in base a quale legge della sfiga?

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