Teatro Unione, la politica al bivio tra “una piccola” e “una grande” idea

Teatro Unione, la politica al bivio tra “una piccola” e “una grande” idea

Due le strade possibili: una “piccola” idea di Unione, che potrebbe trovare soddisfacente riaprire le porte dell'edificio di piazza Verdi per mettere in scena una manciata di spettacoli più o meno di richiamo; oppure una “grande” idea di Unione.

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Teatro Unione, entra nel vivo la partita della gestione. Il tempo è tiranno e ogni spettacolo che si rispetti richiede sempre del tempo di preparazione. In primavera l’unico vero teatro del capoluogo della Tuscia dovrà essere riaperto, sono ammessi i debiti scongiuri, e in città c’è grande fermento negli ambienti interessati alla faccenda.

In data 17 ottobre, un mese fa circa, l’assessore al Teatro Giacomo Barelli aveva firmato una lettera, indirizzata ai presidenti di quarta commissione e consiglio, capigruppo dei diversi schieramenti e al sindaco Leonardo Michelini, una lettera dove richiedeva di affrontare il nodo.

E’ quindi necessario che gli amministratori della città trovino una quadra sulle linee guida all’interno delle quali sviluppare l’iter politico-amministrativo consono. Ora, la piega che prenderà la trama, dipenderà tutta dall’idea di riapertura dell’Unione che vorranno seguire i chiamati a decidere.

Due le strade possibili: una “piccola” idea di Unione, che potrebbe trovare soddisfacente riaprire le porte dell’edificio di piazza Verdi per mettere in scena una manciata di spettacoli più o meno di richiamo; oppure una “grande” idea di Unione.

Quest’ultima più complessa dovrebbe ambire all’attivazione di un centro di produzione teatrale in città per affiancare a una programmazione ordinaria, e per certi versi banale, qualcosina in più.

Il bivio non è da poco. Da una parte si va verso una roba da ultraperiferia, dall’altra si cerca di portare Viterbo all’interno di un ragionamento di livello. Da questa impostazione di base dipenderà la scelta del direttore artistico e del combinato della gestione. Gli appetiti di molti sono attivi, la politica riuscirà a tenere la barra dritta e a guardare oltre? In questi mesi la risposta, con possibile colpo di scena. O di teatro.

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