Teatro Unione, indiscrezioni su affidamento diretto

Teatro Unione, indiscrezioni su affidamento diretto

Teatro Unione riaperto, ma per fare cosa? La domanda sarà al centro delle prossime settimane, potete scommetterci. Ma iniziano a circolare indiscrezioni che prospettano la volontà della maggioranza Michelini di un affidamento diretto a un soggetto, che dovrà essere chiamato a occuparsi del funzionamento e della messa in scena di spettacoli.

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Teatro Unione riaperto, ma per fare cosa? La domanda sarà al centro delle prossime settimane, potete scommetterci. Ma iniziano a circolare indiscrezioni che prospettano la volontà della maggioranza Michelini di un affidamento diretto a un soggetto, che dovrà essere chiamato a occuparsi del funzionamento e della messa in scena di spettacoli.

Indiscrezioni credibili, che stanno facendo storcere il naso e girare gli occhi a diverse realtà cittadine che avrebbero titoli per giocare un ruolo nella “ricostruzione” del teatro dal punto di vista dei contenuti e del pubblico. Infatti il soggetto in questione sarebbe esterno e avulso dal territorio e il suo coinvolgimento di fatto taglierebbe fuori tutte le realtà locali. Si parla di un soggetto calato dall’alto.

Di fatto a mesi dall’invito, a mezzo lettera, rivolto dall’allora assessore al Teatro Giacomo Barelli ai presidente del consiglio e della commissione cultura, ai capigruppo e al sindaco Leonardo Michelini le bocce continuano a rimanere cucite.

“Con l’auspicio che i lavori siano completati nei tempi stabiliti diventa di grande attualità la questione sulla futura gestione del Teatro Unione e dell’iter politico-amministrativo da intraprendere per trovare una soluzione in lindea con i tempi previsti per la riapertura e le grandi aspettative che la città nutre in merito. Non è più rinviabile un confronto tra le forze politiche in consiglio per analizzare proposte e problemi, individuando linee guida il più possibile condivise”. Le parole allora scelte da Barelli per mettere al centro la questione.

Ma nessuno a oggi ha elaborato le linee guida su cui poter far lavorare i dirigenti alla costruzione del bando per l’individuazione del gestore e del direttore artistico. Da qui la percezione della veridicità delle indiscrezioni che parlano di affidamento diretto. La questione sembra essere destinata a fare molto rumore. E una vera e propria levata di scudi delle realtà locali nei confronti di Palazzo dei Priori. Insomma starebbe per esplodere l’ennesima “bomba”.

Va ricordato che il Comune di Viterbo ha sottoscritto con la Regione Lazio che ha messo tre milioni di euro per ultimare i lavori, un atto d’impegno con il quale si chiede che il Teatro rimanga aperto per almeno 80 giorni all’anno, con una programmazione che permetta di far lavorare le maestranze dello spettacolo. Il tutto da fare nel 2017 con 50mila euro e per l’anno prossimo ne sono stati previsti 100mila. Salvo ripensamenti in fase di approvazione del prossimo bilancio.