Teatro Caffeina, Contardo (Noi con Salvini): “Rispettare le regole, grave leggerezza l’apertura”

Teatro Caffeina, Contardo (Noi con Salvini): “Rispettare le regole, grave leggerezza l’apertura”

Contardo: “Le regole vanno rispettate da tutti. Grave leggerezza aprire senza autorizzazioni, esponendo il pubblico a una situazione di potenziale rischio”.

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Contardo: “Le regole vanno rispettate da tutti. Grave leggerezza aprire senza autorizzazioni, esponendo il pubblico a una situazione di potenziale rischio”.

“In merito ai fatti di cronaca che questi giorni hanno interessato l’apertura e la quasi immediata chiusura del Teatro Caffeina, riteniamo che, senza dubbio, l’avvio di un’attività commerciale, quando comporta anche la restituzione di uno spazio culturale alla fruibilità cittadina, è certamente un’iniziativa positiva e sicuramente utile a un centro storico sempre più in difficoltà. Ma è altrettanto certo, secondo quelli che sono i nostri valori come movimento politico “Noi con Salvini”, che chiunque si appresti a esercitare un’attività commerciale, debba attenersi alle regole e ai regolamenti che normano la materia, nonché possedere le autorizzazioni e i permessi previsti. Questo deve valere per un qualunque cittadino, come per il Teatro Caffeina, senza alcuna distinzione – così Noi con Salvini di Viterbo -.

Non possiamo non riconoscere che se una persona qualunque provasse ad aprire un’attività senza rispettare il necessario iter, passerebbe sicuramente un brutto momento e ci resta difficile credere che ci sia una qualche levata di scudi in suo favore.

Il rispetto delle regole, a maggior ragione quando sono necessarie per garantire l’incolumità dei cittadini, deve venire prima di ogni altra considerazione: aprire senza certificazione per la prevenzione degli incendi e quella della Prefettura sulle vie di fuga, come ha riportato in questi giorni la stampa, è stata, a nostro avviso, una grave leggerezza, e ha creato una situazione di potenziale rischio per chi si è recato nella struttura, pensando di passare un momento di svago. È questa la riflessione più inquietante che inevitabilmente viene da fare di fronte alla vicenda di questi giorni.

Pensare, inoltre, che a “forzare” queste regole e a creare certe circostanze, sia stato proprio chi siede in consiglio comunale e che in tale ruolo deve essere il primo a rispettare l’istituzione che rappresenta e le modalità con cui dà ordine all’attività sociale ed economica, al pari di ogni altro comune cittadino, è veramente imbarazzante. Ma nel caso specifico, a essere veramente sgradevole, è la difesa dell’indifendibile”.

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