Sversamenti nel fiume Marta, esposto in Procura del Movimento Cinque Stelle. Marzoli (SBI): “Finalmente, fare luce su questo inquinamento”

Sversamenti nel fiume Marta, esposto in Procura del Movimento Cinque Stelle. Marzoli (SBI): “Finalmente, fare luce su questo inquinamento”

"Finalmente si squarcia il velo di silenzio sui depuratori che sversano nel Fiume Marta, a Montefiascone si spiega come non funzionano. Dopo anni di denuncia una verità che riguarda il mal funzionamento dei depuratori, che riguardano i comuni intorno al Lago di Bolsena, e poi lungo il fiume Marta, che vi convogliano le acque in uscita dai depuratori dopo il trattamento dei reflui urbani - così Marzia Marzoli, presidente del Sindacato Italiano Balneari di Tarquinia -".

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“Finalmente si squarcia il velo di silenzio sui depuratori che sversano nel Fiume Marta, a Montefiascone si spiega come non funzionano. Dopo anni di denuncia una verità che riguarda il mal funzionamento dei depuratori, che
riguardano i comuni intorno al Lago di Bolsena, e poi lungo il fiume Marta, che vi convogliano le acque in uscita
dai depuratori dopo il trattamento dei reflui urbani – così Marzia Marzoli, presidente del Sindacato Italiano Balneari di Tarquinia -.

Ora la notizia che è stato presentato un esposto alla procura di Viterbo da parte dei portavoce del M5S di Montefiascone, Marta, Bolsena e Tuscania sulla grave situazione di sversamenti continui di liquami dalla
stazione 20 del Cobalb, un punto da cui ripartire per chiedere a tutte le istituzioni di affrontare finalmente il
problema del Fiume Marta”.

“Nell’esposto – continua Marzoli – spiega che “il collettore circumlacuale del Cobalb raccoglie i liquami provenienti dalle fognature di otto comuni: Bolsena, Montefiascone, Marta, Capodimonte, Valentano, Gradoli, Grotte di Castro e San Lorenzo Nuovo”. Liquami “pericolosissimi per la salute, perché contengono un’alta carica di batteri fecali. Inoltre contengono sostanze organiche e inorganiche che danneggiano l’ambiente fluviale per l’alto contenuto di fosforo.

Ci sono foto e ci sono filmati, la situazione è drammatica e siamo fortemente preoccupati di come verrà gestita l’emergenza dall’Arpa e dalla Asl rispetto al cattivo o in questo caso mancato funzionamento del servizio di depurazione, i quali costi ricadono su tutti i cittadini che pagano nella bolletta la cosiddetta depurazione, che rappresenta la tutela ambientale e sanitaria per il trattamento delle acque reflue.

Risolvere il problema del risanamento ambientale del Fiume Marta, dipenderà da quanto prenderanno sul serio le denunce fatte in questi anni sul tema dell’inquinamento ambientale del fiume e del mare a Tarquinia.

Tutto il carico inquinante presente nel fiume finisce infatti nel mare a Tarquinia, dimostrando soltanto che
l’effetto cumulativo degli inquinanti presenti nel fiume sono ormai una vera e propria emergenza. Ci aspettiamo che il sindaco di Tarquinia raccolga questa forte denuncia e che deciderà di rilanciarla alle autorità competenti, che si uniscano alla denuncia anche i cittadini di Tarquinia e che si faccia sentire dalla Talete che rappresenta l’ente che di fatto ha in carico i depuratori autorizzati a sversare nel fiume Marta.

Parliamo di Viterbo con i suoi 67000 abitanti, dei comuni lacuali, di Tuscania di Tarquinia con un totale di
quasi 130.000 abitanti che dovrebbero avere la depurazione garantita dai propri comuni. Il tempo del negazionismo, per fortuna, sembra terminato e ci auguriamo che inizi quello della denuncia e meglio ancora della soluzione ad un problema che Tarquinia paga e ha pagato per tanti anni in termini di depauperamento delle risorse ambientali, di presenze turistiche.

Dopo anni di coraggiosa denuncia, la relazione causa effetto che c’è tra il cattivo funzionamento dei depuratori e l’inquinamento del fiume e del mare diventa sempre più facile da dimostrare. Non sarà più necessario aspettare che arrivi Legambiente con la campagna di “Goletta verde” per sapere che il problema dell’inquinamento del fiume Marta va affrontato subito.