Stay in Tuscia: “Terrorismo, le strutture ricettive in nero sono un pericolo anche per la sicurezza”

Stay in Tuscia: “Terrorismo, le strutture ricettive in nero sono un pericolo anche per la sicurezza”

Stay in Tuscia in prima linea contro il terrorismo. L’associazione di bed e breakfast, case vacanza e strutture ricettive extra alberghiere di Viterbo, alla luce dei recenti attentati terroristici di Barcellona, sottolinea l’importanza di ospitare osservando tutte le leggi vigenti in materia, soprattutto in un periodo storico in cui stiamo assistendo ad atti sanguinari che sconvolgono le città europee.

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Stay in Tuscia in prima linea contro il terrorismo. L’associazione di bed e breakfast, case vacanza e strutture ricettive extra alberghiere di Viterbo, alla luce dei recenti attentati terroristici di Barcellona, sottolinea l’importanza di ospitare osservando tutte le leggi vigenti in materia, soprattutto in un periodo storico in cui stiamo assistendo ad atti sanguinari che sconvolgono le città europee.

Il Viminale ha annunciato che, tra le misure di sicurezza intraprese per la lotta al terrorismo, si dovrà porre massima attenzione alle strutture ricettive. In realtà la registrazione dei documenti degli ospiti, anche minori, è prevista da una legge nazionale: tutti i gestori di alberghi, b&b, case vacanze e altri devono inoltrare alle questure locali, entro 24 ore, i dati degli ospiti, proprio perché chi alloggia nel nostro Paese sia conosciuto alle forze dell’ordine.

“Noi di Stay in Tuscia, essendo un’associazione di strutture ricettive extralberghiere viterbesi in regola con tutte le leggi in materia, siamo una garanzia in questo senso – sottolinea il presidente Roberto Garrafa – e requisito fondamentale per farne parte è fornire la documentazione che lo attesta. Ma purtroppo, oltre a noi sul territorio c’è un uguale (se non superiore) numero di esercizi abusivi, che non paga le tasse ma che soprattutto non comunica gli ospiti alla questura. E questo, alla luce degli atti terroristici, è molto pericoloso. Qualcuno potrà obiettare che in fondo Viterbo non vanta numeri di rilievo rispetto al turismo – aggiunge Garrafa – ma si sbaglia.

L’estate che sta terminando ha visto le nostre strutture ricettive praticamente sempre piene, sia di visitatori italiani, ma anche molti stranieri. Persone sempre tracciate proprio perché alloggiano da noi, ma gli altri? Eppure stanare gli abusivi non è difficile: basti pensare che noi regolari comunichiamo le presenze su tre diversi portali: quello del Comune di Viterbo per la tassa di soggiorno, quello della Questura e quello della Regione Lazio.

Incrociando questi tre dati con le strutture pubblicizzate sui portali si potrebbe avere già da subito una visione chiara tra chi è in regola e chi no. Non è solo una questione di evasione fiscale (comunque da non sottovalutare visto che sono introiti sottratti alla comunità) ma di sicurezza per i cittadini – conclude il presidente di Stay in Tuscia -. Viterbo purtroppo non può ritenersi immune da atti terroristici come ormai nessuna località in cui ci sia una manifestazione di piazza o un assembramento di persone”.