“Sono un autista Francigena, vi racconto il mio inferno quotidiano”

“Sono un autista Francigena, vi racconto il mio inferno quotidiano”

Lo sfogo è di un autista della municipalizzata del trasporto pubblico locale Francigena. Ci chiede l'anonimato. "Perché poi quando passi per strada c'è chi magari pensa bene anche d'insultarti perché hai denunciato delle situazioni vergognose", spiega.

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“La situazione è al limite, ma tutti fanno orecchie da mercante. Noi autisti viviamo una condizione giornaliera di stress, perché siamo costretti a lavorare tra mille criticità e rischiamo in prima persona di giocarci la patente. Su via Marconi è un vero e proprio inferno quotidiano, stessa giostra a Belcolle. Dove i parcheggi più improbabili ci costringono a manovre azzardate”. Lo sfogo è di un autista della municipalizzata del trasporto pubblico locale Francigena. Ci chiede l’anonimato. “Perché poi quando passi per strada c’è chi magari pensa bene anche d’insultarti perché hai denunciato delle situazioni vergognose”, spiega.

Ci racconta quello che accade ogni giorno per le strade di Viterbo, soprattutto in alcuni tratti dove un mix di prepotenza, rassegnazione, menefreghismo genera situazioni al limite. Uno di questi luoghi è il vialone che porta il nome del papà della radio: Marconi. Qui gli autisti dell’autobus sono costretti a raggiungere la zona del Sacrario transitando praticamente contromano. E’ infatti costume viterbese parcheggiare sulla corsia che scende da piazza Verdi. Perché è bello prendere un caffè al bar, ma il vizio sembra essere sostenibile solo se si parcheggia, suv o utilitaria, attaccata al marciapiede.

“Siamo costretti a chiamare i vigili tante volte al giorno. Anche loro tra l’altro vivono grandi difficoltà, perché ormai storicamente in sotto organico. Arrivano, sgomberano l’area facendo il loro dovere ma dopo pochi minuti torna tutto come prima. E’ il far west”, continua.

Tante le lettere di segnalazione in azienda, altrettante rigirate da quest’ultima al Comune. La cosa più difficile? Essere considerati. “Tanto che ci sono luoghi di Viterbo veramente pericolosi. Penso agli stop cambiati all’incrocio tra via Monti Cimini e via Monte Cervino oppure tra via Monte Zebio e via Monte Sacro. Auto parcheggiate male che ti coprono la visuale, altre che rischiano di tamponarti quando ti fermi negli appositi spazi di salita e discesa. C’è poi anche la moda di parcheggiare proprio sulle fermate degli autobus”. E’ quanto l’autista anonimo ci spiega nel dettaglio.

A Belcolle poi è un’altra giungla. Qui hanno spaccato anche diverse ruote per manovre scorrette rese necessarie dalle auto in sosta. “Il Comune dovrebbe autorizzarci a fare le multe, anche perché tra noi ci sono diversi che hanno la qualifica di ausiliare del traffico. Servirebbe a insegnare l’educazione a chi pensa di essere il padrone delle strade, a migliorare il servizio e a farci vivere e lavorare meglio”, la richiesta.

Ci guarda negli occhi e ci strappa una promessa: “Andate a vedere cosa accade, documentatelo con il vostro giornale. In Comune non ci ascolta nessuno, magari la vostra voce sarà ascoltata”. Ci proveremo.

Decarta racconta la Tuscia