Smantellamento centrale Enel Montalto, Cna e Federlazio: “Imprese locali tagliate fuori”

Smantellamento centrale Enel Montalto, Cna e Federlazio: “Imprese locali tagliate fuori”

Sono programmate, per i prossimi tre anni, operazioni di scoibentazione e demolizione il cui importo è di diversi milioni di euro. Solo per la gara citata si parla di circa 3 milioni e 800mila euro.

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E’ più che un rischio. Dall’ultima gara, ormai affidata dall’Enel, per il secondo lotto dei lavori di scoibentazione della centrale di Montalto di Castro, le imprese locali sono state tagliate fuori. Non hanno neppure ricevuto l’invito a partecipare. Già nella fase di avvio del grande cantiere per lo smantellamento dell’impianto, si profila così l’ennesima pesante penalizzazione del territorio. Uno scenario che, secondo CNA e Federlazio, bisogna a tutti i costi evitare, facendo valere, nei confronti dell’Enel, una coesione forte tra istituzioni, imprese e lavoratori, insomma tra tutti gli attori dello sviluppo.

Sono programmate, per i prossimi tre anni, operazioni di scoibentazione e demolizione il cui importo è di diversi milioni di euro. Solo per la gara citata si parla di circa 3 milioni e 800mila euro. “Contestiamo non la regolarità degli affidamenti, ma l’esclusione della nostra imprenditoria persino dall’invito a presentare l’offerta”, affermano Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, e Giuseppe Crea, direttore di Federlazio, che chiariscono: “Non si può certo sostenere che le aziende locali non possiedono il know how necessario per i lavori da eseguire, perché da lungo tempo si occupano, grazie a un contratto ‘multiservizi’ con Enel, della manutenzione della centrale e, proprio in virtù di questo contratto, hanno eseguito i lavori di scoibentazione del quarto gruppo, per un valore di 3 milioni e 300mila euro. Ciò significa che possiedono i requisiti per accedere alle prossime gare. L’Enel non può non tenerne conto”.

Quando parlano di imprese locali, Federlazio e CNA fanno riferimento alle cinque che operano in forma aggregata (sono costituite in Associazione temporanea di imprese, Ati) e che, complessivamente, occupano un centinaio di unità (con picchi di 160). Nella manutenzione della centrale sono impegnati oggi solamente 16 lavoratori, praticamente la metà rispetto al 2016.

“Gli spazi per l’occupazione locale si stanno progressivamente riducendo. E, se non si interverrà subito per riaffermare la dignità delle nostre realtà imprenditoriali, datori di lavoro e addetti, che hanno sempre dimostrato di essere interlocutori affidabili per l’Enel, a Montalto lavoreranno esclusivamente grandi imprese con sede in altre province e regioni e trasfertisti. Il pericolo di riflessi negativi sul tessuto economico e sociale sarà concreto. Siamo sicuri – concludono Crea e Melaragni – che nessuno vorrà rassegnarsi a questa prospettiva”.