Siamo tornati a consumarci le scarpe e abbiamo acceso i riflettori sui marciapiedi di Viterbo

Siamo tornati a consumarci le scarpe e abbiamo acceso i riflettori sui marciapiedi di Viterbo

Ai cittadini chiediamo di condividere sui loro social gli articoli di Marciapiedi da Incubo. Così l'opinione pubblica fa sentire la sua voce, esercita la sua pressione. Così i cittadini condizionano la politica, influenzano i voti, scrivono il domani di una città. Buone cose. Condividete anche questo editoriale. Dateci forza, così vi daremo forza. 

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di Roberto Pomi

 

Marciapiedi da Incubo. Quando abbiamo dato il via a questo filone di servizi, con la brava Michela Di Pietro, non avrei mai pensato di trovare quanto sta venendo fuori. Attraversiamo, come tutti gli abitanti di questa città, ogni giorno Viterbo. Spesso lo facciamo davvero in lungo e in largo, per incontrare persone, fare interviste, parlare con informatori. Ma, ne sono consapevole, i nostri occhi si sono fatti distratti.

Spesso scriviamo di cose inutili, come le dichiarazioni del politico (o similare) di turno. Delle solite promesse elettorali, ormai talmente logore da scivolare via come l’aria fritta. E in tutto questo tempo perso, inseguendo cose inutili e vane, si diventa ciechi sull’essenziale. E l’essenziale, in una città e in un territorio, non è altro che quello che serve alle persone per avere una vita dignitosa.

Dovremmo scrivere di sanità pubblica, di case popolari, di scuole e università, di appalti. Lo facciamo poco perché al momento in realtà ci mancano le forze. Se cresceranno gli investitori in questo nostro giornale (inserzionisti pubblicitari, intelligenti donatori, liberi cittadini che apprezzano e vogliono essere informati) diventeremo più forti e riusciremo a fare un giornalismo più importante e utile. In attesa di questo, del lavoro d’inchiesta, però c’è altro di importante che possiamo fare. 

Raccontare come sono ridotti i marciapiedi è una di queste cose importanti. Perché sono i marciapiedi dove la mattina vanno a scuola i nostri figli, su cui vanno a fare la spesa le nostre madri e potrebbero essere proprio loro a farsi male. Oltre ad avere continui disagi e la sensazione di vivere in una città brutta e degradata. Senza contare poi la situazione di chi è in sedia a rotelle. I viterbesi tutti dovrebbero vergognarsi per quante barriere, e i marciapiedi ne rappresentano una insormontabile e costante, architettoniche sono in questa città. Più che la città “dell’arte e della cultura” siamo la città delle barriere architettoniche. 

Raccontare i marciapiedi ci permette di accendere un faro sul degrado. Ci consente di inchiodare chi amministra questa città. Perché una volta che le foto sono pubblicate e messe sul web, una volta in cui sono stati descritti tutti i problemi chi amministra non può più nascondersi dietro la foglia di fico del “non sapevo”. 

Confidiamo che questa nostra piccola inchiesta porti l’argomento in consiglio comunale. Ci auguriamo che i consiglieri di maggioranza e opposizione si battano in consiglio per stanziare fondi per la sistemazione e il rifacimento dei marciapiedi della città di Viterbo. Meno finanziamenti a pioggia su cose secondarie e più attenzione alle cose concrete, quelle con cui la gente ha a che fare quotidianamente. I soldi ci sono, ne siamo consapevoli. Il problema è come si decide di spenderli. 

Ai cittadini chiediamo di condividere sui loro social gli articoli di Marciapiedi da Incubo. Così l’opinione pubblica fa sentire la sua voce, esercita la sua pressione. Così i cittadini condizionano la politica, influenzano i voti, scrivono il domani di una città. Buone cose. Condividete anche questo editoriale. Dateci forza, così vi daremo forza. 

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