Servirebbe uno chef…

Servirebbe uno chef…

Per tenere a galla un territorio in questi tempi postmoderni occorre saper vedere quello che ancora non c'è, avere le antenne e la forza d'immaginare strade funzionali e rampanti. Servirebbe uno chef...

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La promozione di un territorio passa sempre di più, in un mondo ridotto a villaggio globale anche per la tavola. E soprattutto passa anche attraverso personaggi in grado di attirare l’attenzione dei frequentatori dei media sulle vicende che riguardano il cibo di un luogo. Chi meglio di uno chef riesce a farlo? Il successo di tanti programmi televisivi, uno su tutti ‘Master Chef’, dedicati al genere fa scuola.

Chi non conosce Joe Bastianich? E quello che questi maestri dell’arte della cucina dicono diventa cult, diventa suggerimento da seguire. Ecco che per un territorio avere uno di questi moderni sacerdoti del mangiare e bere bene dalla propria parte diventa una grande fortuna. E chi amministra un territorio dovrebbe avere le antenne dritte e capirle queste cose e utilizzare l’istituzione che governa e i fondi che amministra proprio per coltivare e incentivare al suo interno queste possibilità.

Perché il Comune di Viterbo o la Provincia non investono più risorse su questo fronte? C’è anche una scuola alberghiera che risponde a Palazzo Gentili, perché non investire risorse funzionali a far studiare, viaggiare e crescere professionalmente qualche giovane viterbese aspirante chef? Potrebbero presentare al mondo piatti con prodotti made in Tuscia, a Marchio Tuscia Viterbese. E questo sarebbe un biglietto da visita niente male per questa disgraziata, perché male amministrata, provincia.

Anche la Camera di Commercio dovrebbe iniziare a interessarsi a questo aspetto e incentivare la carriera dei viterbesi appassionati dei fornelli. Farli viaggiare, mandarli a partecipare a eventi di richiamo nel mondo, con al seguito l’olio dop di Canino o le lenticchie di Onano o l’Est!Est!! Est!!!, o l’Aleatico di Gradoli equivarrebbe a impostare un discorso serio di marketing territoriale.

Speriamo che il consiglio venga recepito e che presto questa mentalità di investire su chef del territorio venga concretizzata. Le occasioni potrebbero essere dietro l’angolo, il futuro ci chiede di saperle cogliere.