Serra: “L’amministrazione Michelini paga il suo peccato originale”

Serra: “L’amministrazione Michelini paga il suo peccato originale”

Senza accordo con pezzi della destra non ci sarebbe stato il putiferio della decadenza di Moltoni. Di questo è convinto l'ex capogruppo del Pd Francesco Serra. Che replica a distanza anche a Minchella: "Parla di difesa della casta e di accordi. Da che pulpito".

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Caso Moltoni, l’accelerata data sulla discussione e le dichiarazioni fioccate al lato della seduta di consiglio comunale saltata giovedì hanno fatto saltare i nervi a diversi pezzi della maggioranza assenti. Particolarmente urticanti sono risultate le parole di Martina Minchella, che in una nota parla di “difesa della casta” e di “accordi”.

Per Francesco Serra va fatta una riflessione su un dato: quello che definisce il “peccato originale” dell’amministrazione Michelini ossia aver imbarcato pezzi di destra. “Senza quella decisione iniziale non ci sarebbe oggi un caso decadenza Moltoni, ma lo stesso vale anche per Tofani e Ciorba”, sostiene Serra. Ieri non era in consiglio per seri problemi familiari ma in altre circostanze la sostanza fa capire che non sarebbe cambiata.

“La faccenda si è fatta troppo ingarbugliata, con cause e controcause a più livelli. Tanto che per un consigliere comunale andarci a mettere le mani può risultare inopportuno, anche perché si è fatto difficile capire cosa è giusto fare. Quello della decadenza di un consigliere è un tema forte sul piano del ragionamento democratico, soprattutto alla vigilia della sentenza della causa tra Comune di Viterbo e assicurazione. Se quest’ultima viene condannata Moltoni sarà in condizione di pagare e sanare la sua posizione, se lo facciamo decadere non può tornare in consiglio. Si rischia davvero di fare un danno”, spiega dal proprio punto di vista Serra.

Ieri mancavano in sette in consiglio, di questi assenti ben sei tra le fila del Pd. Tutti di area “ex gruppo dei sette”.

“Se vogliono votarla non ho problemi ad andare in aula e dire no, anche motivandolo. Oppure uscire e non esserci di nuovo”, continua l’ex capogruppo. Che ha, tra l’altro, poco gradito le dichiarazioni affidate alla stampa del consigliere Martina Minchella: “Non c’ nessuna casta che stiamo difendo e non ci sono accordi, Mi verrebbe da dire “da che pulpito””.

Decarta racconta la Tuscia