Selva del Lamone, dopo 70 anni la verità sul bombardiere americano

Selva del Lamone, dopo 70 anni la verità sul bombardiere americano

Una storia di persone e di bestie, una storia di guerra. Campagne e boschi, quelli fitti della selva del Lamone, che diventano nascondigli eppoi le catture, le fosse da scavarsi e le esecuzioni.

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bombardiereSono gli anni della guerra, di quel mattatoio che fu il secondo conflitto mondiale. Spingendo sullo zoom arriviamo ai mesi della Resistenza e dell’avanzata alleata da sud verso nord. Battaglie, attentati, rappresaglie e fucilazioni quasi a ogni angolo. Strada per strada, ogni centimetro del suolo italiano divenne dopo l’8 settembre per i tedeschi una questione di vita e di morte. Una storia avvincente – ricostruita dal ricercatore storico Mario Di Sorte e donata al giornale del Lago di Bolsena RadioGiornale – racconta di un bombardiere americano che cade nei boschi, dei suoi morti e dei suoi sopravvissuti. Abbiamo ritenuto interessante riproporla anche ai lettori de La Fune. 

Selva del Lamone, anno 1944. Un bombardiere americano è stato colpito da caccia tedeschi nella zona tra Canino e Farnese. Una scia di fumo e poi il nulla. Tutto perso tra i boschi fitti che furono il regno dei banditi di Tiburzi, appena un secolo prima. E proprio nella fitta selva del Lamone ci sono altri uomini nascosti, sono soldati sudafricani. E dal novembre 1943 che la gente di Farnese li tiene nascosti e li salva dai tedeschi.

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