Sede della Banca d’Italia a rischio chiusura

Sede della Banca d’Italia a rischio chiusura

La sede della Banca d'Italia di via Marconi è finita nell'elenco dei distaccamenti da chiudere. E' un'ulteriore pezzo di spending review che viene calato su Viterbo. Il 16 marzo i dipendenti scioperano.

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La sede viterbese della Banca d’Italia a rischio chiusura. La notizia è in circolo già da un pezzo, da quando si è iniziato a parlare di tagli. Vita massima fissata per il 2018, ma già entro il 2016 dovrebbe chiudere i battenti.

Nel 2007 sono già state chiuse 33 sedi decentrate e nei giorni scorsi il governatore Ignazio Visco ha presentato un piano di tagli, che prevede nuove 22 dismissioni. In questo elenco c’è anche la sede di via Marconi.

Il 16 marzo i dipendenti della Banca d’Italia incroceranno le braccia.

Una prima iniziativa unitaria dei sindacati dei bancari Falbi-Confsal, Fisac-Cgil, Fiba-Cisl e Uilca, che chiedono all’Istituto di “rinunciare al pericoloso progetto di smantellamento delle filiali”.

Lo sciopero è stato dichiarato per le filiali di Agrigento, Ascoli Piceno, Avellino, Caserta, Caltanissetta, Como, Cosenza, Cuneo, Grosseto, La Spezia, Latina, Lecce, Livorno, Messina, Novara, Pesaro, Pescara, Pisa, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Sassari, Siena, Sondrio, Taranto, Trapani, Treviso, Udine, Varese, Vicenza, Viterbo.

  • pascal91

    Ma tanto ci si farà un’altro “centro culturale” no? Riqualificare l’esistente ha senso ma se nel mentre si continua a costruire (quando ci sono già moltissimi immobili abitativi e commerciali sfitti) questa città si trasformerà in un deserto di costruzioni abbandonate. E tutto ciò solo per dare una mano a riciclare i denari sporchi da sempre alla base della nostra “industria edilizia”…