Scuola, fra eccellenze e problemi irrisolti

Scuola, fra eccellenze e problemi irrisolti

La scuola della Tuscia fra pregi e difetti. Un bene prezioso che va difeso e valorizzato per formare le future generazioni.

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Il tema dell’istruzione è da sempre qualcosa di molto delicato. Si parla di eccellenza, di programmi e istituti virtuosi, ma nella stessa realtà sono comprese anche le scuole fatiscenti, quelle con problemi tecnici spesso gravi. E così anche nella Tuscia la dualità della scuola vive tra eccellenze e problemi tecnici, tra programmi innovativi e semplici mancanze, tra soddisfazioni e scioperi degli studenti.

Il caso di eccellenza si è presentato all’istitito ‘Fabio Besta’ di Orte, selezionato come capofila all’interno del progetto “Schools in English 4 Europe: Inclusive and active schools 4 innovative English in Europe” promosso dal Programma Erasmus+. Grazie a questa iniziativa è stata creata una partnership strategica tra il ‘Fabio Besta’ di Orte, il Ginnasio ‘Giovanni Paolo II’ di Wieliszew (Polonia) e il Ginnasio ‘Karla Polesneho’ di Znojmo (Repubblica Ceca), creando di fatto uno spazio di lavoro per l’analisi e l’identificazione di buone pratiche e nuove strategie nel campo dell’insegnamento della lingua inglese, al fine di potenziare negli studenti l’apprendimento della lingua

Il progetto permetterà agli studenti delle classi terze dell’istituto ortano, di viaggiare all’estero e di ricevere in Italia i colleghi di Polonia e Repubblica Ceca. Dal 24 al 27 novembre gli insegnanti delle tre scuole si ritroveranno a Orte per un meeting introduttivo che porti alla definizione di una prima strategia che possa essere adattata e replicabile nei diversi sistemi d’insegnamento dei Paesi coinvolti. “La partecipazione a questo tipo di attività è fondamentale per i ragazzi – ha affermato la Dirigente Scolastica Dott.ssa Fiorella Crocoli – perché permetterà loro di aumentare le possibilità di ottenere un livello di educazione adeguato alle richieste del moderno mondo del lavoro, aumentando le loro possibilità di mobilità e integrazione, senza distinzioni economiche, sociali o fisiche”.

Se il progetto di Orte rappresenta un’eccellenza del territorio, però, l’altra faccia della medaglia l’abbiamo trovata ieri mattina in alcune scuole della provincia come l’istituto Santa Rosa di Viterbo, ma anche l’IIS Canonica di Vetralla e quello di Bassano Romano, che non hanno ‘saputo’ rispondere in maniera adeguata all’ondata di freddo che è arrivata nella Tuscia da domenica. I ragazzi, infatti, una volta entrati a scuola hanno trovato i termosifoni spenti e le aule gelide, tanto da costringere gli studenti a stare in classe con la giacca completamente allacciata.

Un disagio che si è risolto in un maxi sciopero degli studenti, che hanno minacciato di bloccare le lezioni fin quando qualcuno non avesse preso provvedimenti. La soluzione è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, quando il presidente della Provincia Mazzola ha comunicato che l’emergenza termosifoni è rientrata e tutto è ora regolare. “In questi ultimi giorni, presso diversi istituti della provincia, si sono presentate una serie di problematiche tecniche, di varia natura. Abbiamo cercato di provvedere con urgenza e non senza difficoltà, riuscendo a coprire tutte le necessità. Si è fatto ricorso a più ditte, impiegate contemporaneamente, proprio per accelerare i tempi ed arrecare meno disagio possibile agli studenti ed al personale delle scuole” ha dichiarato lo stesso Mazzola.

La scuola rimane il tempio in cui vengo formati gli adulti del domani e questo dovrebbe rispecchiare: alti livelli dei progetti formativi e alti livelli di sicurezza interna per gli studenti. Purtroppo spesso i tanti tagli inflitti al comparso scuola negano entrambe e ci si deve affidare alla buona volontà di professori e studenti per coltivare qualcosa di buono. Ben vengano, quindi, progetti di ampio respiro internazionale come quello di Orte, che avvicinano i nostri giovani al concetto di globalizzazione e apertura verso il nuovo. Senza dimenticare, però, di valorizzare le risorse che abbiamo qui, anche quelle edilizie.