SCRITTI SULLA SHOAH – Luca Profili: “Ci sono sconfitte di tutti noi anche nel presente”

SCRITTI SULLA SHOAH – Luca Profili: “Ci sono sconfitte di tutti noi anche nel presente”

Non posso parlare di Shoah, non posso pensare di ricordare l'orrore dell'Olocausto, senza citare questo passaggio meraviglioso del Diario di Anna Frank.

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27 gennaio, Giornata della Memoria. Con La Fune abbiamo deciso di dedicare un periodo di riflessione sulla Shoah e sulla memoria. Per questo abbiamo chiesto a diversi rappresentanti del tessuto sociale viterbese di intervenire. Pubblicheremo, di giorno in giorno degli scritti, appositamente realizzati. L’intervento di oggi è firmato dal vicesindaco di Bagnoregio Luca Profili.

 

di Luca Profili

 

“È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche
questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità”.

Non posso parlare di Shoah, non posso pensare di ricordare l’orrore dell’Olocausto, senza citare questo passaggio meraviglioso del Diario di Anna Frank. Credo che all’interno di quelle parole della scrittrice ebrea tedesca ci siano tutti i sentimenti, diametralmente diversi e contrari, dalla paura alla speranza, dall’emozione alla fiducia, tutti. Ma c’è un piccolo passaggio che trovo il vero punto su cui ragionare e riflettere, su cui fermarsi, in un’epoca in cui la velocità la fa da padrona, che è quello in cui lei scrive “posso percepire le sofferenze di milioni di persone”.

Ragionateci bene, non c’è frase che possa spiegare meglio la tragicità di quei momenti bui che hanno segnato una delle pagine più nere della storia, ma che allo stesso modo io trovo quella frase anche tremendamente attuale, per dare una risposta alla solitudine, all’egoismo, a tutte le difficoltà della nostra attuale società.

Quella in cui viviamo è una società liquida, incapace di stabilire un rapporto empatico con gli ultimi, con chi vive la sofferenza di una quotidianità diventata sempre più difficile. Credo che nessuno di noi sia mai cresciuto più di tanto grazie a un momento felice perché soltanto la vera sofferenza ti cambia, ti fa crescere se analizzata nel modo giusto. E allora non potrà mai fare passi avanti un mondo, non potrà mai crescere una società che non conosce e che non impara dagli errori del passato.

Giorni fa, girando sul web, sono rimasto colpito da due foto. La prima ritraeva un bambino ad Aleppo, in Siria, sdraiato in terra mentre dorme con la testa poggiata su dei mattoni e delle pietre. E quella foto non mi ha abbandonato mai, insieme alla foto scelta da Papa Francesco per ricordare “i frutti della guerra…”, che ritrae un ragazzo che aspetta di far cremare il corpo del fratello minore vittima del bombardamento atomico del 1945 sulla città giapponese di Nagasaki. E’ imbarazzante un mondo che ancora discute sull’utilizzo della bomba nucleare, come se il passato non abbia insegnato nulla. E’ imbarazzante 70 anni dopo vedere certe immagini. Quel bambino in
Siria appartiene a tutti noi ed è la sconfitta di tutti noi. Siamo sempre più incapaci di riflettere, accecati dalla voglia di arrivare, sempre più indifferenti a quello che succede intorno a noi, come se non ci riguardasse. Abbiamo perso l’umanità, unica vera arma contro il disinteresse, contro l’egoismo, contro la prepotenza, contro l’arroganza.

Shoah, in lingua ebraica significa “distruzione”, e noi dobbiamo invece occuparci di ricordare e costruire. Senza percorrere la strada della paura ma soltanto con il coraggio di superare sempre le differenze, i muri, che spesso la società crea. Voglio chiudere questo mio intervento con un’altro passaggio meraviglioso del “Diario di Anna Frank” “Non sono ricca di soldi o cose terrene, non sono bella, né intelligente e furba, ma sono e sarò felice! Lo sono di natura, mi piace la gente, non sono sospettosa e voglio vedere tutti felici e insieme”.