Caso Sodalizio – Marini: “Credo che l’amministrazione Michelini abbia fatto promesse che non ha poi mantenuto”

Caso Sodalizio – Marini: “Credo che l’amministrazione Michelini abbia fatto promesse che non ha poi mantenuto”

La contrapposizione tra Comune di Viterbo e Sodalizio si arricchisce ogni giorno di nuovi elementi. L’intervista rilasciata dal consigliere di ‘Oltre le mura’ Sergio Insogna ha generato un bel rumore. Puntualmente è arrivata la replica dell’oppositore Giulio Marini: “La scelta di sei anni fa e quella attuale sono tecnicamente diverse”.

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giulio-marini2Giulio Marini interviene sulla vicenda dello strappo tra Sodalizio e Comune di Viterbo, in risposta all’intervista rilasciata da Sergio Insogna. “Probabilmente questa amministrazione ha fatto delle promesse che poi non ha mantenuto”, così l’ex sindaco. Diverse interpretazioni della realtà tra gli uomini della maggioranza e dell’opposizione di Palazzo dei Priori. Per Insogna quello che ha deciso Michelini quest’anno è la stessa cosa che fece Marini sei anni. Lo siamo andati a chiedere proprio a Marini.

 

Quello che fece sei anni fa, per arrivare alla scelta della nuova Macchina di Santa Rosa, è la stessa cosa decisa da Michelini?

“Bisogna chiarire bene. Sono due cose diverse. Quello di sei anni fa fu un concorso d’idee puro e semplice, dove poteva partecipare l’anziano, l’architetto, l’ingegnere, il cultore. Ognuno poteva presentare la propria idea di Macchina di Santa Rosa, parteciparono infatti in 67. La composizione della commissione chiamata a scegliere era stata decisa dal consiglio comunale. Erano stati scelti un rappresentante del Ministero dei Beni Culturali, un rappresentante della Curia, uno dell’ordine degli ingegneri, uno scenografo scelto con bando pubblico e il dirigente comunale del settore. Questa volta, la scelta dell’amministrazione, che avrà i suoi buoni motivi (tempi stretti), ha voluto una commissione di tecnici. Figure decise dal codice appalti. Qual è il problema? La composizione della commissione. La giunta Marini fece delle precise scelte, questa commissione di Michelini è frutto di un ragionamento e di un percorso diversi. Qualora volessero allargare la commissione possono utilizzare dei consulenti. L’approccio è tecnicamente diverso.

Non c’erano i facchini nemmeno al suo tempo, perché?

“Innanzitutto, con tutto il rispetto per il Sodalizio, non ho mai detto loro che potessero essere in commissione. Se ricordate bene in passato le commissioni erano composte da rappresentanti del consiglio comunale e del Sodalzio. Sembrava scandaloso quel binomio e si decise di superare e fare qualcosa di diverso: niente consiglieri comunali e niente Sodalizio. Furono fatte scelte diverse e si decise di aprire ai cittadini l’ideazione. Oggi è un tornare indietro, facendo una curva da un’altra parte”.

Ma i facchini furono contenti della sua scelta?

“Fu tolta la precedente esperienza e fatte delle nuove. In consiglio comunale, durante il recente dibattito, ho dichiarato che non è detto che quella che ho fatto io sia stata una cosa ben fatta. E’ stata una scelta”.

Insogna ha parlato di un accanimento particolare verso l’amministrazione Michelini, anche sei anni fa i facchini levarono gli scudi?

“Ai facchini, in maniera seria e serena, non dissi mai che potevano far parte della commissione. Non so se questa amministrazione ha detto loro che ne potevano fare parte. Mi sembra strano, se non ci fosse stato questo approccio, che i facchini si comportino così. C’è qualcosa che non funziona. Presumo che il Sodalizio abbia esaminato l’approccio delle due amministrazioni in maniera identica. Io non ho promesso niente a nessuno, non so se la nuova amministrazione ha fatto promesse non mantenute. Anzi, il consigliere Serra, ha detto in consiglio frasi forti e gratuite verso i facchini. Dire ad esempio “cosa pretende il Sodalizio?” non è stata una buona cosa. Da me non hanno preteso niente, non capisco perché oggi debbano farlo. Probabilmente qualcuno non ha mantenuto la parola, è una mia ipotesi. Sulla base di questo c’è solo un dato, l’opposizione ha presentato un emendamento per superare la contrapposizione. Non è stato colto”.