Salvatore Serafini mette in mostra la ‘Pittura da Camera’. Un viaggio in cinque dimensioni

Salvatore Serafini mette in mostra la ‘Pittura da Camera’. Un viaggio in cinque dimensioni

Viterbo, patria della “pittura da camera”. Abbiamo deciso di avventurarci in questo mondo, dove il figurativo evoca il segno, si combina con questo e dice cose che vanno oltre e che a volte possono risultare incomprensibili all'artista stesso.

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Viterbo, patria della “pittura da camera”. Abbiamo deciso di avventurarci in questo mondo, dove il figurativo evoca il segno, si combina con questo e dice cose che vanno oltre e che a volte possono risultare incomprensibili all’artista stesso.

Lo abbiamo fatto incontrando Salvatore Serafini nella redazione de La Fune. Sabato 17 alle ore 17 in via Cardinal La Fontaine 98/A Viterbo apre ‘Mostra di Pittura da Camera’. Venti opere di questo uomo, che non sapremmo definire se pensatore o artista. Anzi, dopo averci parlato, dopo esserci lasciati condurre nel suo mondo di acrilico e digitale abbiamo deciso di non etichettarlo con categorie standard-banali. Decretiamo che Serafini è l’uomo che traccia segni. Di significato e di ultrasignificato.

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Fino all’8 gennaio sarà possibile immergersi in una sorta di quinta dimensione. Perché così Serafini concepisce in qualche modo il suo operato artistico. Un composto delle tre dimensioni dello spazio, a cui si somma quella del tempo e infine si aggiunge tutto ciò che ognuno di noi, quindi anche lui, si porta dentro.

La parte sicuramente più attesa della mostra – visitabile tutti i giorni dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 19.30 – è composta da sei figure di cavaliere. Tutte elaborazioni in digitale di quadri che rappresentano cavalieri storici e portano la firma di nomi importanti della pittura italiana: da Paolo Uccello ad Andrea Del Castagno, passando per Simone Martini.

Immagini figurative rielaborate e aggiunte di significato. Perché il concetto di Serafini è riassumibile nel sottotitolo suggestivo ed efficace della mostra: “Non dimostrare ma dimostrare, non riprodurre ma produrre, non esprimere ma scoprire”. In totale 20 opere tra acrilici e digitali.

“Questa mostra nasce per sottolineare il concetto di pittura da camera. Pittura da camera intesa come proiezione dell’essere attraverso il segno, la pittura. Il segno è un simbolo che ci porta in una quinta dimensione. Invito tutti a scoprire questi miei lavori”, così Salvatore Serafini.

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