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Rossi: “Questa crisi è una supercazzola del politichese”

Rossi: “Questa crisi è una supercazzola del politichese”

Crisi a Palazzo dei Priori senza soluzione in vista. Siamo andati a chiedere al fondatore di Viva Viterbo e oggi coordinatore di Moderati e Riformisti, Filippo Rossi.

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Crisi a Palazzo dei Priori senza soluzione in vista. Siamo andati a chiedere al fondatore di Viva Viterbo e oggi coordinatore di Moderati e Riformisti, Filippo Rossi.

Palazzo dei Priori in crisi, che sta accadendo?
“Non lo so, non l’ho capito. Chiedetelo a loro”.

Dicono che dovete andare a casa tutti, come l’ha presa?
“Non c’è problema, sono loro (i serrapanunziani ndr) che devono decidere. Tanto io non ci vado mai in consiglio, non mi cambia la vita. Anche se la Bizzarri si arrabbia”.

Ma se fosse stato lei al posto di Michelini che avrebbe fatto con sette consiglieri contro? Si sarebbe dimesso?
“Non avrei avuto sette consiglieri con questo atteggiamento, avrei prevenuto. Ma un sindaco in una situazione del genere non si dimette. La crisi deve essere istituzionalizzata. Io sindaco non mi sarei dimesso. Devono venire in consiglio a sfiduciare oppure vuol dire che è tutta fuffa”.

Moderati e Riformisti, ma non fate il partitone in caso di elezioni?
“Ma quali elezioni? Viva Viterbo si presenterà, alle amministrative le liste più sono e meglio è. Moderati e Riformisti è un coordinamento di persone che nella Tuscia si sono messe insieme per fare un’associazione politico culturale ed è tutto in fieri”.

Ma che senso ha?
“Niente è detto, in Provincia esiste Moderati e Riformisti. In Comune non possiamo farlo perché siamo stati votati come Viva Viterbo. Siamo in una situazione in cui sta crollando il sistema politico. A Torino Fassino sta facendo il Partito della Nazione aprendo a Forza Italia. C’è una destra populista di Salvini, di Fratelli d’Italia e altri che non vogliono confluire in quella destra là, quindi andranno a costruire qualcosa di nuovo. Un partito centrale di persone che non vogliono stare né con le destre né con il Pd. A Viterbo l’abbiamo chiamato Moderati e Riformisti”.

Che succede oggi alla capigruppo?
“Non lo so, io attendo. Tanto se non ci sta gente che va dal notaio e si dimette tutta insieme, come accaduto a Roma il sindaco non cade. Il resto è fuffa, sono minacce, ricatti, pressioni. La domanda politica è il Pd esce dalla crisi o non esce? E’ una crisi strettamente politica, una supercazzola del politichese. Nessuno ci sta capendo niente e io aspetto, sperando che ci sia possibilità di fare qualcosa per la città. Se non le faremo non le faremo. C’è solo l’attesa. Mi interessa di più raccogliere le firme per far riaprire il cinema a Viterbo”.

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