Elezioni regionali Lazio 2018: Blasi e Panunzi i consiglieri di Viterbo

Elezioni regionali Lazio 2018: Blasi e Panunzi i consiglieri di Viterbo

Ciambella o Blasi? Si attendono ancora le assegnazioni ufficiali dei seggi a Circoscrizioni e liste: a Viterbo sembra siano in attesa di un responso ufficiale Luisa Ciambella (Pd) e Silvia Blasi (M5S).

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Risultati Elezioni regionali Lazio 2018: vince Zingaretti

Eletti Panunzi e Blasi: la Tuscia rimane con due consiglieri regionali. In Regione la nuova legge elettorale non perdona: è stato il caos per determinare il secondo eletto e per capire se davvero il premio di maggioranza a Zingaretti fosse distribuito solamente tra le liste che hanno sostenuto il Presidente vincente nelle Circoscrizioni che hanno espresso lo stesso sentimento: quindi non a Viterbo dove la provincia ha votato in maggioranza in candidato di centrodestra Parisi, battuto da Nicola Zingaretti nella corsa alla guida della Regione.

Così dopo la festa di Enrico Panunzi si attendono le assegnazioni ufficiali dei seggi a Circoscrizioni e liste: a Viterbo ufficializzata l’esclusione di Luisa Ciambella (Pd) e il ritorno di Silvia Blasi (M5S). 

Intanto Nicola Zingaretti festeggia, anche se i dati delle liste collegate al candidato del centrodestra Parisi mettono in discussione la Governabilità per il presidente uscente. Le liste di Parisi infatti ottengono quasi il 37% dei voti nel Lazio, più di quelle di Zingaretti, che si fermano al 34,6%. Dati che consegnao 25 seggi al centrosinistra (24 consiglieri più il presidente Zingaretti) e 26 all’opposizione.

 

 

Ancora poi non è chiuso conto delle schede e delle liste dei partiti: per avere la maggioranza in Consiglio, le liste in sostegno al candidato vincente dovevano ottenere un risultato tra il 32 e il 35%, ma alla luce del risultato del Centrodestra non si capisce come andrà a finire.

Il centrodestra vince poi nella circoscrizione di Viterbo e impedisce alle liste viterbesi di ottenere il premio di maggioranza. Questa almeno la nostra lettura, ma siamo pronti a scusarci se dovesse essere errata: c’è infatti grande caos per capire come saranno assegnati i seggi.

Le percentuali: Zingaretti intorno al 34%, Parisi al 30% e Lombardi intorno al 28%. 

Bene il Partito Democratico nella Tuscia dove raccoglie il 25% dei voti, contro il 16,9% registrato alle elezioni politiche. I 5 Stelle fanno percorso inverso crollando dal 32 al 22%.

 

 

 




 


 

Lo scrutinio

Le operazioni di scrutinio non inizieranno subito dopo la chiusura dei seggi, perché prima si dovranno contare i voti di Camera e Senato. Quelli per le Regionali saranno contati a partire dalle 14 del 5 marzo.

 

L’affluenza

Alle 23 l’affluenza è sopra il 70% nella Tuscia, più alta rispetto alla media regionale del 66,35%. Alle 19 l’affluenza è del 52,67% nell’intera regione, mentre a Viterbo il dato è al 53,13%. Alle 12 l’affluenza è stata del 16,78% nel Lazio, del 16,59% a Viterbo. Risultati ed exit poll per le elezioni politiche, qui.

I candidati alla Presidenza e al Consiglio della Regione Lazio. Alle 12 del 3 febbraio si è chiusa la possibilità di presentare le candidature e questi sono i nomi dei candidati per la successione di Nicola Zingaretti. Si va dalla sinistra radicale fino a Casa Pound. Ci sono due donne e il primo candidato di colore della storia della Regione Lazio. C’è anche il presidente uscente. 

 

L’assegnazione dei seggi

40 dei 50 seggi sono di competenza diretta delle 5 circoscrizioni elettorali: Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo e Città metropolitana di Roma. Ad ognuna sono stati assegnati con il decreto del 5 gennaio 2018 un numero di seggi in proporzione alla popolazione residente risultante dall’ultimo censimento, ovvero 2 consiglieri regionali alla provincia di Viterbo, 29 alla Città metropolitana di Roma, 4 alla provincia di Frosinone, 4 alla provincia di Latina e 1 alla provincia di Rieti. Viterbo dunque è la penultima provincia per numero di seggi.

10 consiglieri regionali saranno eletti tramite il Premio di maggioranza, ed è impossibile prevedere a quali circoscrizioni elettorali saranno assegnati, visto che andranno solo a quelle che, in maggioranza, avranno sostenuto il presidente vincente.

 

Quanti consiglieri avrà la provincia di Viterbo

La legge elettorale da per certa l’assegnazione alle circoscrizioni elettorali solo per l’80% dei consiglieri che saranno eletti, che sono assegnati alle provincie tramite la parte proporzionale del voto. Con il decreto del 5 gennaio 2018 è stato infatti certificato il numero di seggi che spettano alla Tuscia, e alle altre provincie, in maniera diretta: ovvero 2. Ne spettano 29 alla Città metropolitana di Roma, 4 alla provincia di Frosinone, 4 alla provincia di Latina e 1 alla provincia di Rieti. Il restante 20% dei consiglieri viene eletto come premio di maggioranza, ma non con il listino bloccato che è stato cancellato. Saranno presi i consiglieri dalle circoscrizioni che avranno sostenuto in maggioranza il candidato Governatore vincente. Scopri di più su questo meccanismo.

 

Chi vince

La legge elettorale ha una base proporzionale, ma a differenza della legge elettorale con la quale si vota per il Parlamento, ha una correzione maggioritaria che garantisce la vittoria chiara delle elezioni ad un presidente ed alla sua coalizione, ma se le liste ottengono meno del 33% c’è un grosso rischio ingovernabilità. Il vincitore sarà il candidato Governatore che avrà ottenuto la maggioranza relativa: ovvero quello che avrà la percentuale maggiore di voti.

 

 

Per tutti i candidati delle elezioni politiche clicca qui

La guida al voto per come si vota la trovate dopo tutti i candidati più sotto in questa pagina

 

 

 

 




Tutti i candidati alle Elezioni regionali del Lazio 2018

 

 

Candidati Regione Lazio

[nb. i Candidati al Consiglio indicati sono quelli della circoscrizione di Viterbo]

Il candidato di Casapound Mauro Antonini

Mauro Antonini è il giovane candidato alla Regione Lazio di Casa Pound, il movimento di estrema destra il cui risultato alle elezioni del 4 marzo è molto atteso in seguito all’expolit di Ostia, dove ha ottenuto quasi il 10% dei consensi. Antonini ha già iniziato la campagna elettorale nei quartieri romani e spinge molto sul tema dell’immigrazione. “Basta immigrazione clandestina, basta finti profughi” scrive sulla testata della propria pagina Facebook.

per Mauro Antonini Cantiano Candidati al Consiglio Regionale 
Casapound Italia Noella Boi
Gabriele Caropresso
Lavinia Nepa
Claudio Taglia

 

Il candidato della Democrazia Cristiana, Giovanni Paolo Azzaro

La Democrazia Cristiana a sorpresa ha presentato al Tribunale di Roma la lista per le Regionali del 4 marzo: il candidato governatore è Giovanni Paolo Azzaro. Capolista a Roma è il colonnello dei Carabinieri Maurizio Esposito. La lista viterbese non è stata approvata dagli uffici competenti e non sarà presente alle elezioni del prossimo 4 marzo nella Circoscrizione di Viterbo.

 

Il candidato di Potere al Popolo Elisabetta Canitano

Elisabetta Canitano è la candidata di Potere al Popolo, la formazione della sinistra radicale oltre Pd e Liberi e Uguali. Si tratta di un movimento che riunisce lavoratori precari e disoccupati. Un movimento che intende mettere assieme le minoranze e i discriminati.

per Elisabetta Canitano Candidati al Consiglio Regionale 
Potere al Popolo Daniela Santini
Antonella Gatti
Giorgio Demurtas
Alvaro Olivieri

 

Il candidato del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi

L’ex senatrice è stata scelta per essere la candidata la presidenza della Regione Lazio. Il Movimento dopo il successo elettorale nella Capitale è chiamato alla prova: riuscirà ad ottenere la guida della prima regione proprio nel Lazio?

per Roberta Lombardi Candidati al Consiglio Regionale 
Movimento 5 Stelle Silvia Blasi
Stefano Sensi
Miriam Vitangeli
Maurizio Serafinelli

 

Il candidato del centrodestra Stefano Parisi

Metà romano-metà milanese, tanto che fu candidato sindaco del centrodestra alle elezioni comunali di Milano dello scorso anno, Stefano Parisi ha ufficializzato la propria corsa per diventare Governatore dopo un lungo tira e molla. Il leader di Energie per l’Italia ha ritirato le candidature delle proprie liste al Parlamento in cambio di questa candidatura.

per Stefano Parisi Candidati al Consiglio Regionale
Forza Italia Dario Bacocco
Daniele Sabatini
Francesca Arena
Patrizia Pompei
Fratelli d’Italia Massimo Ceccarelli
Giuseppe Talucci Peruzzi
Ilaria Tranfa
Stefania Nicolosi
Lega Maria Luisa Pezzone
Valentina Brachino
Luigi Tofone
Pietro Matteucci
Energie per l’Italia Sergio Caci
Anna Maria Bini
Daniela Bordo
Francesco Roberto Giuliano
Noi con l’Italia Fausto Spitali
Teresa Raguso
Corinna Marzi
Vincenzo Petroni



Il candidato indipendente di centrodestra Sergio Pirozzi

Il sindaco di Amatrice, conosciuto a Viterbo anche per essere stato allenatore della Viterbese, già dallo scorso mese di novembre ha annunciato di volersi candidare. Inizialmente sembrava che la sua candidatura potesse riunire il centrodestra, ma alla fine i tentennamenti della coalizione hanno fatto sì che lui abbia continuato nella sua campagna elettorale, senza i partiti tradizionali del centrodestra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia che hanno scelto Stefano Parisi. Pirozzi ha ottenuto il sostegno del Popolo della Famiglia.

per Sergio Pirozzi Candidati al Consiglio Regionale
Lista Pirozzi Sergio Pirozzi
Luigi De Luca
Simona Manglaviti
Antonella Bruni
Lista Nathan Carlo Marina
Dora Massimi
Matteo Varzi
Giorgia Cagiotto

 

Il candidato di Civica Popolare Jean Léonard Touadì

Si chiama Jean Léonard Touadi ed è il primo uomo di colore della storia a essere candidato come presidente della Regione Lazio. Correrà per il movimento di Beatrice Lorenzin che con la sua Civica Popolare ha deciso di correre da sola nella competizione regionale.
 

per Jean Léonard Touadì Candidati al Consiglio Regionale
Civica Popolare Gabriella Narduzzi
Massimiliano Baglioni
Alessandra Zena
Roberto Transilvani

 

Il candidato del Fronte Sovranista Italiano Stefano Rosati

Stefano Rosati del Fronte Sovranista Italiano è il candidato di Riconquistare L’Italia. Si tratta di un movimento che si pone oltre la retorica destra-sinistra e che si può definire Costituzionalista: “Siamo cittadini – scrivono – che avvertono l’esigenza di una riscoperta collettiva dei valori costituzionali”.

per Stefano Rosati Candidati al Consiglio Regionale
Fronte Sovranista Italiano Sergio Bruni
Matteo Mariotti
Stefania Portici
Claudia Vergella

 

Il candidato di centrosinistra Nicola Zingaretti

Il governatore uscente della Regione Lazio si è ricandidato già da alcuni mesi. Ha perso in queste settimane però la sicurezza dell’appoggio della sinistra di Governo. Dopo l’annuncio di Sinistra Italiana allo scorso congresso regionale, alla fine LeU, il partito di Piero Grasso che include SI, ha deciso di sostenere il Presidente uscente. Un’operazione che potrebbe spaccare Liberi e Uguali: Possibile infatti non parteciperà al voto.

per Nicola Zingaretti Candidati al Consiglio Regionale 
Partito Democratico Enrico Panunzi
Andrea Egidi
Raffaella Petrilli
Luisa Ciambella
Civica per Zingaretti Francesco Bigiotti
Paola Marchetti
Mauro Mazzola
Chiara Porcari
Liberi e Uguali Angelo Conti
Rossella Chiusaroli
Massimo De Franchi
Rosalinda Bucciarelli
+Europa Filippo Rossi
Marco Gentili
Dominga Martines
Elisabetta Mulas
Lista Insieme Mauro Giovenale
Danilo Piersanti
Francesca Mariani
Alberta Platti
Centro Solidale per Zingaretti Giuseppe Scarascia Mugnozza
Chiara Pierrettori



Come si vota

Il voto alle elezioni regionali prevede una doppia votazione. Da un lato c’è la competizione per il Governatore e dall’altro per il Consiglio. Se volete votare solamente per il candidato Presidente basta mettere una X sul suo nome.  Se volete, però, potete anche esprimere la preferenza per una lista regionale barrando con una X il nome o il simbolo del Partito che avrete scelto. Per estensione il voto sarà associato anche al candidato Presidente sostenuto dalla lista prescelta.

 

elezioni regionali del Lazio 2018

 

La preferenza o la doppia preferenza

C’è anche la possibilità di esprimere la preferenza per uno o due candidati al Consiglio tra i 4 proposti dai vari partiti: se ne scegliete due, questi dovranno essere di sesso opposto, altrimenti il secondo nome scritto sulla scheda sarà considerato nullo.

 

Il voto disgiunto

È ammesso il voto disgiunto. Ovvero si potrà votare un candidato Presidente di una coalizione e una lista che sostiene un altro candidato Presidente. Anche in questo caso si potrà scegliere due dei quattro nomi proposti dalla lista votata.