Riparazione pozzo San Valentino, il Tar dà tempo alla Gestervit fino al 25 marzo

Riparazione pozzo San Valentino, il Tar dà tempo alla Gestervit fino al 25 marzo

Il tribunale amministrativo del Lazio concede alla società Gestervit una sospensiva fino al 25 marzo per la sistemazione del pozzo San Valentino. L'agonia del Bullicame continua.

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Il Bullicame rischia di rimanere a secco  ancora per molto. Il tribunale amministrativo regionale ha deciso di concedere ancora una sospensiva fino al 25 marzo prossimo alla società Gestervit per la sistemazione del pozzo San Valentino. 

Continua quindi l’epopea iniziata lo scorso 25 novembre. In pratica dalla data del danno fino al termine della scadenza concessa dal Tar passeranno 4 mesi pieni. Non certo una buona notizia per il termalismo viterbese (guarda il video del Bullicame spettrale). 

san valentino

Un’ordinanza del sindaco, poco dopo il danneggiamento, imponeva alla società di ripristinare lo stato del pozzo alla situazione precedente al danneggiamento. In buona sostanza durante dei lavori di pulitura al pozzo San Valentino si è verificata l’apertura di una falla. Falla che ha determinato un calo di pressione nell’acquifero, abbassando di 40 centimetri il livello della “callara” del Bullicame. Un calo consistente, rispetto al livello di sfioro, che ha penalizzato il riempimento delle vasche utilizzate tradizionalmente dai bagnanti. Un danno grande per i tanti viterbesi che di fatto per almeno quattro mesi, salvo ulteriori rinvii e complicazioni, non potranno usufruire di questo ristoro terapeutico gratuito.

Il Comune di Viterbo ha cercato di limitare i problemi rimettendo in funzione la pompa per il pescaggio dell’acqua in profondità, ma si tratta di un rimedio poco funzionale. La temperature delle vasche sono infatti sensibilmente scese, rendendo di fatto l’immersione un qualcosa di possibile solo per i più coraggiosi.

Per la prossima settiamana è atteso un sopralluogo dei dirigenti regionali presso il Bullicame e il pozzo San Valentino. Dovrebbero dare l’ok per l’inizio dei lavori, anche se l’ulteriore rinvio al 25 marzo rischia di allungare di molto i tempi dell’intervento.