Riina Junior boicottato anche dalla biblioteca comunale di Vignanello

Riina Junior boicottato anche dalla biblioteca comunale di Vignanello

Il sindaco: "Un affronto alla dignità, non solo delle famiglie delle vittime della mafia ma anche a quanti credono ancora nella riscossa di questo Paese"

ADimensione Font+- Stampa

Non solo le librerie indipendenti, ora anche le biblioteche comunali boicottano il libro di Salvatore Riina “Vi racconto mio padre”, edito da Anordest. L’iniziativa partita da una libreria di Catania il giorno dopo l’intervista del figlio del boss a Porta a Porta, sta facendo il giro d’Italia e dopo essere arrivata alla libreria Straffi di Viterbo, ora è la volta della biblioteca comunale di Vignanello, che dice apertamente no a un libro che sa di negazionismo sulla mafia.

“I lettori che frequentano questa biblioteca non hanno, e non avranno, a disposizione il libro ‘Vi racconto mio padre’ di Salvatore Riina”. Questa la scritta che è stata affissa fuori dalla biblioteca del paese, in segno di forte protesta contro il racconto del figlio del boss, condannato egli stesso per associazione mafiosa, e contro l’intervista che lo stesso Salvatore ha rilasciato pochi giorni fa su Rai1.

Da quel giorno le reazioni si sono moltiplicate, coinvolgendo prima i parenti delle vittime della mafia, poi la politica italiana, che si è sentita sdegnata dell’accaduto. “Circa un mese fa abbiamo intitolato un piccolo giardino a Francesca Morvillo, moglie del giudice Falcone – ha dichiarato il Sindaco di Vignanello, Vincenzo Grasselli – dando testimonianza che le comunità non si arrendono, che è vivo il ricordo dell’opera e della dignità di tante persone, servitori dello Stato, che hanno lottato per la legalità, la giustizia. la trasparenza”.

“Non possiamo restare insensibili di fronte a ciò che ci viene sbandierato come ‘diritto di informazione’, la presenza di Salvatore Riina a una trasmissione del servizio pubblico è un affronto alla dignità, non solo delle famiglie delle vittime della mafia ma anche a quanti credono ancora nella riscossa di questo Paese. Lancio l’invito – conclude il primo cittadino – ai sindaci dei comuni del nostro territorio, per fare in modo che questi piccoli segnali siano condivisi e possano arrivare ai cuori di tutti i nostri concittadini che sanno che un paese migliore passa anche attraverso questi esempi”.

Decarta racconta la Tuscia