Migranti, il Convegno in Prefettura: “Non c’è nessuna invasione, dobbiamo raccontare i fatti nel modo giusto”

Migranti, il Convegno in Prefettura: “Non c’è nessuna invasione, dobbiamo raccontare i fatti nel modo giusto”

Quanto ai numeri, nella Tuscia ad oggi sono circa 1700 le persone ospitate a fronte di una previsione di 1200. Ieri nel Palazzo della Prefettura di Viterbo si è tenuto il tradizionale Convegno organizzato da Arci Solidarietà Viterbo onlus organizzato ogni anno in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato,

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“Siamo dalla parte dei rifugiati e dei richiedenti asilo”. Ieri nel Palazzo della Prefettura di Viterbo si è tenuto il tradizionale Convegno organizzato da Arci Solidarietà Viterbo onlus organizzato ogni anno in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, inserito nel programma di Estasiarci 2017, per fare il punto di situazione sulle normative, sullo stato dell’accoglienza nel nostro paese e nella nostra città. All’iniziativa, tra gli altri, hanno dato il proprio contributo il vicepresidente nazionale dell’Arci Filippo Miraglia, il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e il padrone di casa, il viceprefetto Salvatore Grillo.

Proprio Grillo ha definito quella dell’accoglienza una “faticosa questione”. Quella che secondo Grillo si configura ormai come una emergenza dovrebbe essere affrontata con strumenti straordinari e non ordinari come avviene ora. “Quando arrivano 150 persone in una notte senza molto preavviso, come dobbiamo comportarci?”, domanda Grillo cercando in qualche modo di spiegare anche qualche scelta che ha fatto discutere. Non la cita, ma la vicenda dell’ex Fiera con un campo di accoglienza nato in un parcheggio e costituito da una decina di (miseri) container aleggia nell’aria quando parla di “qualche livello di accoglienza non adeguato” offerto in questi ultimi mesi. “Quando – ha aggiunto – ci troviamo di fronte alla necessità di trovare 150 posti senza sapere dove trovarli è difficile. L’obiettivo – ancora Grillo – è quello di trasformare tutti i Centri straordinari (i Cas, ndr) in Sprar, ma non è semplice”. Ovvero i modelli ideali, con una accoglienza in appartamento e in piccoli gruppi, con un rapporto viso a viso tra operatore di riferimento e richiedente asilo, scuole di italiano e processi reali di integrazione.

E sugli alti livelli di accoglienza, dal punto di vista della qualità, si è soffermato il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini che ha rivendicato la scelta di aderire ai progetti presentati da Arci Solidarietà Viterbo onlus. “Arci porta anche nei centri provvisori il metodo Sprar e questo è importante perché la questione va affrontata con un metodo diffuso. Arci fa un’opera coraggiosa – ha detto – affrontando questi temi in pubblico e andando oltre a questa percezione negativa dei cittadini verso questi temi. Così si combatte la diffidenza del viterbese verso lo straniero, che è la stessa che il viterbese ha nei confronti di un milanese: ci vuole tempo, ma poi lo accetta ed è contento. Come è successo a Fastello”.

Il metodo di accoglienza diffusa è quello migliore. E su questo non ci piove. Sul tema anche il vicepresidente nazionale di Arci Filippo Miraglia: “Va applicato anche nei Cas”. Miraglia ha poi fatto il punto e ha spiegato che di fatto quella che viene considerata una emergenza, non lo è. I dati parlano chiaro e mostrano una presenza di 200 mila richiedenti asilo e rifugiati in Italia a fronte di una potenziale capacità di 500 mila. Il numero è dato semplicemente dividendo il numero dei profughi nel mondo, circa 65 milioni, rispetto ai territori che potrebbero ospitarli. Un calcolo che dimostra quanto in realtà l’Italia non starebbe facendo ancora nemmeno del tutto la propria parte.

“Ci troviamo di fronte a dei problemi concreti. Ci raccontano che siamo di fronte ad una invasione, quando non è vero – ha spiegato – e l’obiettivo deve essere quello di raccontare la verità in un altro modo. È una questione determinante”. Anche perché con un clima ostile, Arci trova difficoltà anche a reperire appartamenti dai privati, rivolgendosi al mercato, da affittare per fare accoglienza “perché c’è la percezione che se ne approfittino. Noi però siamo dalla parte dei richiedenti asilo e dei rifugiati e lavoriamo con le scuole e nel territorio per raccontare una storia diversa”.

Quanto ai numeri, nella Tuscia ad oggi sono circa 1700 le persone ospitate a fronte di una previsione di 1200.

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