Rifiuti, Vannini: “L’amministrazione Michelini ha bloccato un piano di miglioramento pronto da due anni”

Rifiuti, Vannini: “L’amministrazione Michelini ha bloccato un piano di miglioramento pronto da due anni”

Rifiuti a Viterbo, scrive a La Fune Andrea Vannini. Il professore, come molti ricorderanno, era stato chiamato a Palazzo dei Priori come tecnico, per fornire indicazioni e soluzioni sulla complessa partita della gestione dell'igiene urbana. Poi è stato defenestrato per fare largo a Maurizio Tofani.

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Rifiuti a Viterbo, scrive a La Fune Andrea Vannini. Il professore, come molti ricorderanno, era stato chiamato a Palazzo dei Priori come tecnico, per fornire indicazioni e soluzioni sulla complessa partita della gestione dell’igiene urbana. Poi è stato defenestrato per fare largo a Maurizio Tofani.

Vannini mette in evidenza quello che non è stato fatto per due anni e quello che c’è da due anni ed è stato bloccato dagli attuali amministratori della città.

 

“Qualche giorno fa ho avuto modo di leggere sulla Pravda di Viterbo le eroiche gesta della nostra Giovanna d’Arco che brandendo la spada dell’indignazione e lo scudo delle sanzioni si è scagliata all’assalto dei rifiuti abbandonati – scrive Vannini -.

Come al solito sulla tematica rifiuti interviene il sindaco o, come questa volta, il vicesindaco, che hanno particolarmente caro questo argomento per il quale detengono tutte le verità, al contrario degli assessori da loro delegati, destinati invece al silenzio stampa e all’inutilità.

E’ giusto indignarsi per la sporcizia e l’abbandono dei rifiuti, è giusto pretendere di vivere in un ambiente salubre, peccato che se siamo arrivati a questa situazione evidentemente qualche debolezza logistica e strutturale in Comune esiste.

Vorrei infatti rammentare che circa 2 anni fa era pronto un piano per la riduzione e razionalizzazione delle isole di prossimità, con l’eliminazione di quelle più critiche e il riposizionamento di alcune altre; vorrei ricordare che era anche pronto, e le risorse individuate, il progetto dell’isola ecologica di Riello, tecnologicamente avanzata e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini che magari non riuscivano a conferire nei giorni prestabiliti; vorrei ricordare che era in funzione un sistema di ‘segnalazione’ veloce delle criticità attraverso il quale l’azienda interveniva (anche se non sempre efficacemente) in tempi brevi; vorrei ricordare che era pronta l’estensione del servizio di porta a porta nelle zone ancora servite dai cassonetti stradali.

Bene chi oggi si indigna dovrebbe spiegarci perché tutte queste iniziative si sono bloccate, perché il Comune ha drasticamente depotenziato il servizio di igiene urbana (già settore nono, oggi settore ottavo), lasciandolo con un paio di dipendenti e un dirigente a metà e, soprattutto senza un assessore, ma forse mi sbaglio, l’assessore lo hanno nominato ma nessuno lo ha mai sentito.

Da circa 15 giorni e forse più a Via Falcone Borsellino giace un cassonetto bruciato intorno al quale si sono accumulati numerosissimi sacchetti di rifiuti. La vista è talmente imbarazzante che per portare due delegazioni, una Nord Americana e una Australiana, a visitare l’Università, ho preferito passare da Via Bachelet. Sapete perché per 15 giorni non si è intervenuto? Voci di popolo narrano che ci sia un contenzioso riguardo al posizionamento del cassonetto bruciato su suolo pubblico o privato. Risultato sta lì da 15 giorni.

Ora cara vicesindaco, a chi la vogliamo fare la sanzione? La facciamo al Comune di Viterbo che non è neanche in grado di risolvere con l’azienda appaltante una criticità ‘semplice’ come questa?

Coraggio che ‘sta faticaccia’ è quasi finita e poi potrete meritatamente guardare a più alti incarichi in Regione o, chissà, in Parlamento. E Viterbo? Resta a guardare….. (pure i cassonetti bruciati)”.

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