Rifiuti pericolosi sotto la terra di Graffignano, Bernini (M5S): “Intervenga lo stato per bonifica”

Rifiuti pericolosi sotto la terra di Graffignano, Bernini (M5S): “Intervenga lo stato per bonifica”

Un milione e 400mila chilogrammi di rifiuti pericolosi sotto la terra di Graffignano, il deputato del Movimento Cinque Stelle Massimiliano Bernini deposita in Prefettura a Viterbo la richiesta di intervento statale.

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Un milione e 400mila chilogrammi di rifiuti pericolosi sotto la terra di Graffignano, il deputato del Movimento Cinque Stelle Massimiliano Bernini deposita in Prefettura a Viterbo la richiesta di intervento statale.

“E’ ormai da troppo tempo che si parla della eventuale bonifica delle aree in località Pascolaro e bivio del Pellegrino a Graffignano, ma nessuno ricorda con completezza tutti i fatti di cronaca.

Ci si è soffermati inspiegabilmente in via esclusiva sulla attività svolta su delega della Procura di Viterbo e sulla successiva prescrizione dei presunti reati contestati, nulla invece sino a oggi si è raccontato sull’altrettanto grave questione del traffico illecito di rifiuti pericolosi, riguardante la Nuova Esa S.r.l. di Marcon in Veneto, vicenda definita con sentenza passata in giudicato.

Allarmante quanto emerso dai lavori della Commissione Bicamerale d’Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti riguardante la Regione Veneto del giugno 2016: uno smaltimento di 1 milione e 400 mila kg di rifiuti (1.400 tonnellate) illecitamente miscelati con pericolosi definiti oleosi, inviati ad impianti autorizzati solo per attività di recupero in regime semplificato.

Altrettanto preoccupante l’altro dato fornito dalla Prefettura di Viterbo in audizione il 20.02.2017 che indica in oltre un milione di euro la spesa ipotizzabile per la sola caratterizzazione dei suoli.
A questo punto, gli impegni di spesa ipotizzati fino a oggi quand’anche fossero messi realmente a disposizione non basterebbero nemmeno per la metà dell’area oggetto del piano di caratterizzazione, secondo quanto presumibilmente stimato dalla Prefettura di Viterbo.

Alla luce della presunta inadeguatezza delle misure approvate, risulta indispensabile e inevitabile l’intervento statale. Non dimentichiamo inoltre che a oggi nonostante il contenuto dell’ordinanza numero 10/2009 della Provincia di Viterbo nessun costo sembrerebbe sia stato sostenuto dagli eventuali responsabili individuati.

Per converso Regione Lazio e Comune di Graffignano starebbero fondando tutta l’attenzione, su una vicenda diversa, finita in prescrizione, che prese il via da un’indagine del Arpa Toscana. Mentre allo stato sembrerebbe rimosso dagli iter amministrativi necessari qualsiasi riferimento ad una vicenda gravissima finita con sentenza passata in giudicato, relativamente alla Nuova Esa s.r.l. di Marcon nel Veneto e sulla individuazione dei responsabili. Da ciò ne deriverebbe la presunta inadeguatezza del piano di caratterizzazione approvato, che non terrebbe conto di questa circostanza.

“L’area quindi – dichiara Massimiliano Bernini portavoce alla Camera M5S – non risulterebbe ancora messa in sicurezza e le somme presumibilmente impegnate dalla Regione Lazio, in sostituzione dei responsabili, non risulterebbero disponibili, né sufficienti, anche sulla base di quanto esposto dalla Prefettura, a predisporre in urgenza la messa in sicurezza dell’area, esponendo così l’intera collettività ad un presunto rischio sanitario, oltre che ad un possibile grave danno ambientale”.

Ricordiamo inoltre che quanto accaduto potrebbe coinvolgere con effetti diretti e indiretti anche i siti della Rete Natura 2000. Abbiamo già in atto una procedura d’infrazione europea e in assenza di tutela dei siti potrebbe prospettarsi le perdite dei fondi strutturali ad essa destinati: milioni di euro potrebbero svanire e venire negati da Bruxelles laddove fossero compromessi i territori adiacenti le coltivazioni o le falde acquifere.

“Ho ritenuto doveroso –continua Bernini – richiedere l’intervento statale ex art. 309 D.Lgs 152/06 a tutela dell’ambiente e l’avvio senza indugio del relativo procedimento”.

Nella denuncia ex art. 309 D.Lgs 152/06 viene chiesto:
– che ai sensi del comma 3, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare valuti le richieste di intervento e le osservazioni afferenti il caso di danno o di minaccia di danno ambientale ed informi senza dilazione il richiedente dei provvedimenti assunti al riguardo;
– ai sensi del comma 4 del medesimo articolo, che il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell’urgenza estrema, provveda sul danno denunciato anche prima d’aver risposto al richiedente;
– si è esercitato il diritto di partecipazione al procedimento relativo all’adozione delle misure di precauzione, di prevenzione e/o di ripristino previste;

“Credo che la collettività abbia il diritto di non essere esposta ad eventuali pericoli – conclude Bernini – e che la qualità della vita, dell’ambiente e la vocazione agricola dei nostri territori vadano salvaguardati in via prioritaria. Auspico che questa drammatica vicenda possa essere di esempio nel far rispettare il sacrosanto principio comunitario del “chi inquina paga””.