Rifiuti, Lavoro e Beni Comuni: “Per un servizio fallimentare, l’aumento del 15% della TA.RI. è la ciliegina sulla torta”

Rifiuti, Lavoro e Beni Comuni: “Per un servizio fallimentare, l’aumento del 15% della TA.RI. è la ciliegina sulla torta”

"Nonostante sia sotto gli occhi di tutti la fallimentare gestione della raccolta dei rifiuti, è stato approvato in Consiglio Comunale l’aumento del 15% della TA.RI. Questo (speriamo) è l’ultimo regalo che la giunta Michelini ha fatto ai cittadini", così il movimento Lavoro e Beni Comuni.

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“Nonostante sia sotto gli occhi di tutti la fallimentare gestione della raccolta dei rifiuti, è stato approvato in Consiglio Comunale l’aumento del 15% della TA.RI. Questo (speriamo) è l’ultimo regalo che la giunta Michelini ha fatto ai cittadini”, così il movimento Lavoro e Beni Comuni.

“Un servizio gravoso per le tasche dei viterbesi, ma anche scadente e inefficace sotto tutti i punti di vista, che ha determinato uno stato di incuria e sporcizia nella città, oltre al disagio per i residenti: cassonetti insufficienti, sacchi di plastica in tutti gli angoli, marciapiedi indecorosi e ovunque immondizia abbandonata.

Un classico esempio di gestione privata di un bene comune, nei confronti del quale il Comune non ha esercitato alcun tipo di controllo. Se il servizio della differenziazione fosse svolto con efficienza, avremmo decoro, sostenibilità, compatibilità con l’ambiente e riduzione dei costi in bolletta.

Ne sono l’esempio alcuni Comuni virtuosi come Trento, Aosta, Perugia, Milano e Ancona; l’indagine svolta dall’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale, che ha monitorato il livello di raccolta differenziata, ha dimostrato che con l’aumentare della percentuale di raccolta differenziata – alla quale è legata una diminuzione importante della quantità di rifiuti pro-capite smaltiti in discarica – diminuisce il costo totale pro-capite annuo.

Ma il servizio di raccolta dei rifiuti non si può lasciare in mano ad un privato e poi abbandonarlo, esimendosi dalla responsabilità di un controllo pubblico. I risultati sono questi, comprese le conseguenze dell’annunciata vertenza che la Viterbo Ambiente avrebbe intenzione di fare e che saranno sempre i cittadini a pagare. Come dire, oltre al danno, anche la beffa!

Il costo a carico del Comune per l’appalto del servizio grava pesantemente sui cittadini e, considerati i risultati della gestione, ci rendiamo conto che non ha senso esternalizzare il servizio. Con una gestione diretta, attenta e partecipata da parte del Comune, il primo risultato sarebbe quello dell’azzeramento del margine di profitto destinato alla società privata e il secondo l’abbassamento dei costi derivanti dall’utile netto della differenziata.
Verrebbe così restituito alla città il dovuto decoro, che i cittadini giustamente pretendono e si meritano.

Tutti abbiamo ormai sperimentato i danni delle privatizzazioni in termini di costi e di servizi scadenti; riteniamo quindi che sia indispensabile invertire la tendenza e rilanciare il servizio pubblico con una gestione diretta e partecipata, attraverso l’internalizzazione dei servizi ora appaltati e un piano occupazionale che preveda un incremento di assunzioni con contratti stabili e dignitosi.

Occorre rimettere al centro i cittadini e le loro esigenze, per riconsegnare decoro, sviluppo e nuove opportunità a Viterbo, ora mortificata dall’inerzia di una politica attenta solo agli interessi personali. Non a caso abbiamo deciso di dare vita ad una lista, che abbiamo chiamato “Lavoro e Beni Comuni”; perché questi sono i nostri obiettivi: restituire dignità a questa città, riappropriandoci dei beni comuni, per creare nuove opportunità di lavoro, per valorizzare il nostro patrimonio artistico, naturalistico e culturale, per dare impulso allo sviluppo”.