Rifiuti, a Perugia li declinano al futuro e a Viterbo al passato remoto. Viterbo Ambiente e Comune rivedano il contratto

Rifiuti, a Perugia li declinano al futuro e a Viterbo al passato remoto. Viterbo Ambiente e Comune rivedano il contratto

Dentro Viterbo Ambiente c'è Gesenu, la stessa società che gestisce i rifiuti per il Comune di Perugia. A 150 chilometri dal capoluogo della Tuscia stanno arrivando i cassonetti intelligenti, e nella città dei papi ci sono più rifiuti in giro che ne Medioevo.

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rifiutiRifiuti, la raccolta differenziata che stiamo vivendo è percepita in città come una scomodità dei tempi moderni ma in realtà è già passato remoto. Il contratto tra Comune di Viterbo e Viterbo Ambiente sembra non reggere, perché prevede un servizio già superato.

Un concetto che dovrebbe essere noto anche a Gesenu, società leader di settore e presente anche all’interno di Viterbo Ambiente, che gestisce bene il sistema di raccolta rifiuti nel comune di Perugia. E’ proprio dal capoluogo umbro che ci arrivano notizie dal futuro.

Notizie positive, che ci raccontano di un Comune che ha saputo realizzare un buon sistema di raccolta rifiuti. Nel 2015 a 150 chilometri dal capoluogo della Tuscia la bolletta dei rifiuti diventerà su misura e il Comune prevede risparmi per molti cittadini.

La notizia perugina

Avete capito bene. La notizia è riportata nel dettaglio dal giornale Umbria24 (leggi), in un articolo uscito in questi giorni. “Sicuramente il bollettino della Gesenu diventerà più equo: ognuno pagherà per i rifiuti che effettivamente produce, secondo un principio di “tariffa puntuale” che Palazzo dei Priori applicherà prima in centro storico e poi cercherà di estendere anche al resto della città”, continua l’articolo.

Come cambia la raccolta rifiuti a 150 km da Viterbo

Poi c’è un paragrafo interessante, intitolato “si cambia”. Lo riportiamo fedelmente: “La sperimentazione – assicura il vicesindaco con delega all’ambiente, Urbano Barelli – inizierà già dall’anno prossimo, con oltre cento stazioni ecologiche che serviranno il centro storico”. Un sistema di cassonetti intelligenti, che si apriranno solo la una scheda elettronica col microchip, proprio come i nuovi bancomat, assegnata a ogni nucleo familiare, e registreranno la quantità di rifiuti conferiti. I dati serviranno poi per quantificare la bolletta della Tari, o parte di essa, superando così l’attuale sistema basato sulle dimensioni degli immobili, con “ricadute benefiche – assicura Barelli – in favore dei cittadini anche sulla Tari”. In un secondo momento potrà essere introdotta anche la pesatura dei rifiuti, in modo da rendere “chirurgica” la traduzione dei kg di spazzatura in euro da pagare alla Gesenu”.

Il piano, presentato dal vicesindaco alla Sala della Vaccara di Perugia, prevede anche due stazioni ecologiche interrate, sul modello della gestione dei rifiuti in funzione a Firenze. Si tratterà di cassonetti completamente interrati, dei quali emergerà in superficie solo una colonnina per introdurre i rifiuti, che sarà accessibile ovviamente solo con la scheda magnetica personale. L’unico sistema di porta a porta che resterà nell’acropoli sarà per i rifiuti organici, mentre nel resto della città “cercheremo di estendere il criterio della tariffa puntuale”, ha precisato Urbano Barelli.

Riflessioni finali

Tra Viterbo e Perugia ci sono tutta una serie di analogie. Entrambi le città hanno il Comune residente a Palazzo dei Priori. In entrambi i comuni c’è, ironia del destino e fatto straordinario sul piano delle casualità, un politico che fa di cognome Barelli (Urbano e Giacomo) e la Gesenu gestisce i rifiuti da una parte e dall’altra. A Perugia guardano avanti e nella città dei papi si fa fatica anche a costruire quello che altrove è già superato. Forse è il momento, quantomeno, di rimettere mano al contratto. Amen.

  • Luigi Tozzi

    A Perugia sono 15 anni che fanno la differenziata e la gente è stata “educata” in questo lasso di tempo. Inoltre non hanno 2 milioni di debiti della CEV fatti dalle passate amministrazioni di cdx nel contratto.