Regione Lazio, Stefano Parisi è ufficialmente il candidato del centrodestra. In cambio ha ritirato le liste del suo partito dalla corsa per il Parlamento

Regione Lazio, Stefano Parisi è ufficialmente il candidato del centrodestra. In cambio ha ritirato le liste del suo partito dalla corsa per il Parlamento

Stefano Parisi sia, è questo il nome difinitivo del centrodestra in corsa come candidato presidente alle regionali del Lazio. “Lo accendiamo”, hanno pronunciato oggi i leader dei partiti di area Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Raffaele Fitto e Lorenzo Cesa.

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Stefano Parisi sia, è questo il nome difinitivo del centrodestra in corsa come candidato presidente alle regionali del Lazio. “Lo accendiamo”, hanno pronunciato oggi i leader dei partiti di area Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Raffaele Fitto e Lorenzo Cesa.

La montagna ha partorito, gli elettori diranno se un topolino o altro. La notizia del giorno è però sicuramente la fumata bianca, arrivata dopo settimane stancanti di trattative senza sosta. Parisi nel 2016 aveva tentato la sfida a Giuseppe Sala per la fascia di sindaco di Milano. Partita, come noto, andata male. Ci riprova, mettendosi in corsa come governatore di un importante regione come il Lazio. Che poi è la sua regione, essendo romano di nascita.
Parisi è il demiurgo di Energie per l’Italia. Con la sua candidatura a presidente nel Lazio Parisi ha ottenuto tre collegi, donato dai tre maggiori partiti della coalizione: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. E in cambio ha ritirato le sue liste da Camera e Senato, che erano contrapposte al centrodestra.

“Stefano Parisi, romano – si legge in una nota congiunta dei leader nazionali della coalizione – offre la garanzia di una guida stabile e sicura, sganciata dai partiti anche se profondamente radicata nei valori liberali, cristiani, riformatori, della destra democratica”.

“Si è trattato di una scelta difficile – spiega il candidato su Facebook – solo pochi giorni fa il Centrodestra, con una decisione incomprensibile, ci ha voluto escludere dall’apparentamento e oggi ci chiede di portare Energie PER l’Italia e me stesso a supporto della corsa per il governo della Regione Lazio. Anche in Lombardia Energie PER l’Italia sarà una forza determinante per il governo della Regione”.

“E’ una scelta difficile – prosegue – perché tanti di voi hanno lavorato per costruire le liste e la nostra presenza alle elezioni per Camera e Senato, divenuta ora incompatibile con la mia candidatura alla guida della coalizione nella Regione della Capitale. Abbiamo tuttavia deciso di accettare perché siamo un partito nuovo, costruito in solo un anno di lavoro e dobbiamo innanzitutto consolidare la nostra presenza in tutta Italia, nelle comunità, nei territori”.