Referendum comunale: c’è nello statuto, ma non c’è il regolamento attuativo

Referendum comunale: c’è nello statuto, ma non c’è il regolamento attuativo

l Referendum comunale sull’acqua rischia di saltare, almeno nel breve periodo. A spiegarlo a La Fune è il consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca De Dominicis che è anche membro del comitato «Non ce la beviamo».

ADimensione Font+- Stampa

Il Referendum comunale sull’acqua rischia di saltare, almeno nel breve periodo. A spiegarlo a La Fune è il consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca De Dominicis che è anche membro del comitato Non ce la beviamo che si batte per la gestione pubblica delle risorse idriche. Il Referendum era stato annunciato in Consiglio comunale i primi di Febbraio durante la discussione sullo stato di salute della Talete spa. Il Referendum proposito sarebbe previsto nello Statuto, ma non ci sarebbe il Regolamento attuativo e per questo motivo potrebbe saltare.

“Già nel 2011 – aveva detto De Dominicis (leggi qui) – con il Referendum nazionale gli italiani e i viterbesi si erano espressi per questa volontà. Lo chiederemo di nuovo ai viterbesi dopo la vittoria di quella consultazione. Con il Comitato Non ce la beviamo stiamo verificando se, in mancanza del regolamento, ci sia la possibilità di derogare a normative superiori”. Se così non fosse il Regolamento andrebbe approvato dal Consiglio comunale. “La possibilità di iniziativa popolare è prevista dalla legge – ha concluso De Dominicis – e potremmo imporla. Siamo tenaci, con la consulta della cultura ci siamo riusciti nonostante il sindaco e l’assessore di riferimento fossero contrari. C’è una parte di maggioranza con cui si ragiona senza preconcetti quindi sono fiducioso”.