Quello sport che abbatte le barriere. I Sorrisi che Nuotano “vanno a comandare” a piazza del Comune

Quello sport che abbatte le barriere. I Sorrisi che Nuotano “vanno a comandare” a piazza del Comune

Tantissimi giovani atleti in difficoltà, tecnici, volontari, familiari, amici e sostenitori del movimento si incontreranno in tutta Italia per sorprendere i passanti, rovesciando pregiudizi e perplessità con la ''contagiosa'' provocazione di ''Andiamo a comandare''.

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Alle ore 16, in piazza del Plebiscito a Viterbo, si svolgerà un flash mob organizzato dalla ASD Sorrisi che Nuotano Eta Beta di Viterbo Onlus, in collaborazione con lo Special Olympics Italia.

Il Movimento di Special Olympics Italia propone, infatti, per celebrare la giornata internazionale dei Diritti delle persone con Disabilità, istituita nel 1982 dall’Assemblea generale dell’Onu, un flash mob alle ore 16.00 sulle piazze delle principali città italiane, sul motivo del tormentone musicale che tutti conoscono e ballano ”Andiamo a comandare”. Tantissimi giovani atleti in difficoltà, tecnici, volontari, familiari, amici e sostenitori del movimento si incontreranno in tutta Italia per sorprendere i passanti, rovesciando pregiudizi e perplessità con la ”contagiosa” provocazione di ”Andiamo a comandare”. Un inno all’inclusione per celebrare la bellezza dell’essere tutti diversi, nessuno escluso.

L’ASD Sorrisi che Nuotano Eta Beta, da oltre 18 anni impegnata nella promozione dello sana pratica sportiva, e nell’abbattimento, attraverso lo sport, di ogni tipo di barriera, architettonica o mentale che sia, non poteva certo mancare all’appuntamento. Così, grazie alla collaborazione della ASD ”Swing Brasil”, della maestra Anna Maria Agosti, e di tanti tesserati della società sportiva viterbese, una ”piccola” marea (ma forse non sarà così tanto piccola…) colorata di rosso ”invaderà” la piazza del Comune per portare il suo messaggio di forza, allegria, consapevolezza ed inclusione. Ed allora, per una volta, lasciamo che siano i ragazzi speciali ad ”andare a comandare” per rompere le tante, troppe barriere, che ancora impediscono ai ragazzi una piena e completa inclusione sociale.

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