Quando il Palazzo (dei Priori) è un po’ opaco. Lo strano caso Ubertini

Quando il Palazzo (dei Priori) è un po’ opaco. Lo strano caso Ubertini

Davanti a questo caso ci è subito venuta in mente una conferenza stampa di Michelini dove lo stesso annunciava di voler rendere trasparente il palazzo. In questo mondo tutto è relativo, evidentemente anche il concetto di trasparenza.

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Dopo 21 giorni di attesa il consigliere comunale di minoranza Claudio Ubertini non ha ancora avuto modo di vedere soddisfatto il suo diretto di accesso agli atti su cinque pratiche dell’amministrazione comunale.

Diritto tutelato dalla legge che prevede, per i consiglieri, un tempo massimo di dieci giorni entro il quale avere soddisfazione delle richieste avanzate. Non c’è male. Davanti a questi fatti ci è subito venuta in mente una conferenza stampa di Michelini dove lo stesso annunciava di voler rendere trasparente il palazzo. In questo mondo tutto è relativo, evidentemente anche il concetto di trasparenza.

Stamattina Ubertini ha annunciato alla stampa la propria intenzione di presentare un’interrogazione urgente in consiglio per chiedere ragione di quanto sta accadendo. Ma al momento dell’arrivo in aula si è visto presentare sulla propria scrivania una cartellina arancione. All’interno i soliti atti di una pratica della cinque richieste.

Ma su cosa vuole informarsi il forzista? Sul project financing ex Terme Inps, sul project financing dei parcheggi interrati in diverse piazze del centro, sull’ampliamento in corso dell’area del supermercato Iper Conad (ex Leclerc), sulle progettualità nell’area delle Terme del Paliano, sulla demolizione del casaletto sulla Cassia Nord (ex Cencioni).

Insomma vuole capire bene, esercitando il proprio ruolo di consigliere, cosa sta accadendo su situazioni che a naso ci sembrano anche parecchio interessanti. Sicuramente sarà tutto in ordine, ma i consiglieri comunali esistono per controllare. Specie quelli di opposizione. Magari chi siede in maggioranza può pensare che il tutto sia un’inutile rompimento di “cabasisi” ma lo prevede la democrazia e la legge. Ubertini aspetta da 21 giorni, quando avrebbe dovuto avere tutto in dieci. Ha ricevuto una pratica su cinque, come contentino, solo perché ha fatto la voce grossa annunciandosi pronto ad andare dai carabinieri a denunciare il tutto per omissione di atti d’ufficio. Almeno questo ci viene pensato, alla luce delle dinamiche.

Alla faccia del palazzo di vetro annunciato mesi fa dal sindaco Michelini.

Decarta racconta la Tuscia