Puzza d’inceneritore sul destino della centrale Enel di Montalto di Castro

Puzza d’inceneritore sul destino della centrale Enel di Montalto di Castro

Non chiamatelo termovalorizzatore, se non altro perché il termine è stato bandito dall'Unione Europea perché considerato ingannevole. Ora l'ombra della sua realizzazione nella Tuscia si allunga su Montalto di Castro.

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incenL’ombra dell’inceneritore si allunga sulla Tuscia. Ne parliamo da qualche mese ormai, portando nel dibattito cittadino anche qualche articolo di giornale nazionale.

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A riaccendere il tema un articolo uscito su Viterbopost, dove si punta l’indice sulla centrale di Montalto. Il titolo dice tutto: Su Montalto l’ombra termovalorizzatore. Lavori in corso per trasformare la centrale Enel’. 

Secondo quanto risulta a Viterbopost, infatti, da alcune settimane sarebbero in corso delle consultazioni da parte della proprietà Enel per trasformare la struttura in una realtà in grado di trasformare rifiuti e scarti in energia, sfruttando le opportunità offerte dall’ultimo decreto del Governo, lo Sblocca Italia. E’ sempre Viterbopost a dire “a quel punto quella castrense sarebbe la realtà più grande di tutta Europa nel suo genere”.

Sempre secondo le fonti di Viterbopost, sarebbero già stati effettuati dei contatti a Roma tra il Governo, la proprietà dell’impianto Enel e le organizzazioni sindacali, le quali avrebbero ricevuto garanzie a livello occupazionale (ad oggi la centrale è ferma) se non promesse di nuove assunzioni, sulla scorta delle iniziative prese dalla Fiat Fca a Melfi.

Il giornale fa anche un’altra attenta riflessione: “Con la prossima realizzazione del nuovo tratto dell’autostrada Tirrenica (per ora fino a Tarquinia) e con il sempre promesso completamento della Trasversale Orte – Civitavecchia, tra l’altro, Montalto diventerebbe collegata in modo migliore rispetto al passato”.

Ma è interessante andare a leggere, a questo punto, un articolo pubblicato da ‘Il Fatto Quotidiano’. Il giornale romano analizza la situazione tracciata dallo Sblocca Italia sul tema rifiuti, collocando il ragionamento all’interno del quadro europeo e globale. Mettendo così in evidenza come la strada dei termovalizzatori “strategici” si regge tutta sugli incentivi statali, concessi per 8 anni agli impianti che saranno realizzati. Infatti, senza incentivi, bruciare i rifiuti in Italia diventa antieconomico. Senza considerare i danni noti all’ambiente e alla salute umana. Una simile impostazione della gestione dei rifiuti inoltre è completamente in controtendenza da quella indicata dall’Europa, che spinge verso la filosofia “rifiuti zero”. Migliore per il rispetto ambientale, per la salute umana ma anche per la capacità di creare maggiori posti di lavoro.

Strategia però pessima per le solite note lobby, che nel nostro Paese hanno sempre fatto buoni affari con i nostri politici. E i nostri politici della Tuscia che hanno da dire sul tema? 

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