Provinciali, i MoRi per Stelliferi: “Dopo Mazzola, meglio un presidente di un’altra corrente”

Provinciali, i MoRi per Stelliferi: “Dopo Mazzola, meglio un presidente di un’altra corrente”

Stelliferi è considerato espressione dell’area popolare-fioroniana e il suo mandato durerebbe più di quello di Gianluca Angelelli, considerato un renziano “puro” più vicino all’altra area democratica, quella che già esprime il presidente uscente Mauro Mazzola.

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I Moderati e Riformisti scelgono Eugenio Stelliferi per le prossime elezioni provinciali di fine luglio: è considerato espressione dell’area popolare-fioroniana e il suo mandato durerebbe più di quello di Gianluca Angelelli, considerato un renziano “puro” più vicino all’altra area democratica, quella che già esprime il presidente uscente Mauro Mazzola.

Primo, dunque, il “colore” politico di Eugenio Stelliferi, sindaco di Caprarola, opposto a quello del presidente uscente. “Mi sembra più logico Stelliferi – dice Treta – perché di espressione popolare, mentre quello vecchio arrivava dall’altra fazione del Partito Democratico, sarebbe giusto così per l’alternanza”.

Secondo, l’eventuale durata del mandato. La motivazione principale per Livio Treta è un’altra, ma qui è necessaria una premessa. Il presidente della provincia viene eletto tra i sindaci della provincia tra quelli che hanno almeno 18 mesi di mandato davanti a sé. Quando decade il ruolo di sindaco, poi, si deve rinnovare il mandato, che per il presidente della provincia può durare fino a 4 anni se non decade prima da sindaco. Dopo questi 4 anni si và per forza al voto (il Consiglio invece si rinnova ogni 2 anni).

Per i Moderati e Riformisti dunque tra il sindaco di Caprarola e Gianluca Angelelli, sindaco di Civita Castellana, bisognerebbe scegliere il primo. Stelliferi è stato eletto sindaco nel 2016 e quindi avrebbe di fronte a sé un mandato pieno di 4 anni, mentre Angelelli essendo stato eletto nel 2014, ha di fronte a sé circa 2 anni. “Scegliendo Angelelli decideremmo di tornare al voto tra 2 anni, quindi meglio Stelliferi”.

Quanto al peso di Moderati e Riformisti e alla coalizione che esprimere il candidato, Livio Treta spiega: “Abbiamo perso due consiglieri a Viterbo (Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris, ndr), però abbiamo il plenum a Montefiascone e consiglieri anche a Vetralla, quindi il nostro peso è lo stesso di due anni fa, se non aumentato. Poi bisogna vedere come andranno le elezioni nei 7 comuni nei quali si vota tra pochi giorni, ma credo che gli equilibri non cambieranno più di tanto”. Il tutto anche a prescindere dall’eventuale accettazione da parte di Mario Quintarelli del ruolo di assessore, che darebbe più peso ai popolari-fioroniani alle provinciali in quanto lascerebbe il seggio da consiglieri e i suoi 6 voti a uno della fazione vicina a Treta. “Un consigliere che vale 6 voti – conclude il Moro – su 600\700 voti in totale non determina nulla”.

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