Prosegue la guerra-PD: “direzione e segreteria dell’Unione sono nulli”

Prosegue la guerra-PD: “direzione e segreteria dell’Unione sono nulli”

Lo scontro del Pd prosegue a botte di comunicati. Dopo la sfiducia dell'Unione comunale ai sette dissidenti democratici, arriva una scomunica all'Unione a firma Antonio Rizzello, Sandro Mancinelli, Fabio Scalzini, Stefania Merlani.

ADimensione Font+- Stampa

Lo scontro del Pd prosegue a botte di comunicati.  Dopo la sfiducia dell’Unione comunale ai sette dissidenti democratici, arriva una scomunica all’Unione a firma Antonio Rizzello, Sandro Mancinelli, Fabio Scalzini, Stefania Merlani. La guerra di posizionamento prosegue così con da un lato i fioroniani arroccato dentro l’Unione e dall’altra i serrapanunziani che gestiscono invece il partito provinciale. Sono proprio questi ultimi che rilanciano sull’Unione dichiarando di fatto illegittimi gli organi previsti dal nuovo Statuto approvato dall’Unione ma sconfessato dal commissione di garanzia.

“Apprendiamo dagli organi di informazione – scrivono Antonio Rizzello, Sandro Mancinelli, Fabio Scalzini, Stefania Merlani – che in queste ore il segretario dell’Unione Comunale di Viterbo del PD si sarebbe apprestando a convocare non meglio precisati organi direttivi dell’Unione Comunale per discussioni ed eventuali iniziative sulla difficile situazione politica del capoluogo.

Tuttavia, facciamo osservare che con decisione assunta a seguito di un nostro ricorso, la Commissione Provinciale del Partito democratico ha disposto l’annullamento dello statuto dell’Unione di recente modificato, e degli organi che ne sono derivati: direzione, segreteria, tesoreria, garanzia. Questa decisione è esecutiva. Di conseguenza, tali organi non sono in alcun modo legittimati ad assumere alcuna iniziativa politica e organizzativa prima che si sia provveduto a dare esecuzione a quanto disposto dalla commissione provinciale di garanzia. Ci attendiamo, perciò, che si provveda ad eseguire la decisione della commissione di garanzia, senza che sia necessario, da parte nostra, ricorrervi nuovamente”.