Presto interventi per la Fontana di Pio II, Saraconi: “Lavoriamo con Enel per liberarla dalle centraline”

Presto interventi per la Fontana di Pio II, Saraconi: “Lavoriamo con Enel per liberarla dalle centraline”

A portare il tema nella Sala d’Ercole è stata la consigliera di Viva Viterbo Maria Rita De Alexandris che ha preso in carico la nostra segnalazione e ha portato l’attenzione sulla fontana di Pio II Piccolomini in zona Porta san Pietro, che da tempo è stata smembrata e colonizzata.

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La nostra battaglia sulla Fontana di Pio II finalmente arriva in Consiglio comunale e l’assessore Saraconi rassicura: “Abbiamo parlato con Enel per risolvere la questione”. A portare il tema nella Sala d’Ercole è stata la consigliera di Viva Viterbo Maria Rita De Alexandris che ha preso in carico la nostra segnalazione e ha portato l’attenzione sulla fontana di Pio II Piccolomini in zona Porta san Pietro, che da tempo è stata smembrata e colonizzata.

Smembrata perché la vasca della fontana è stata spostata fuori dalle mura cittadine, a pochi metri dal resto che invece è stato colonizzato e circondato dalle centraline dell’Enel. “La Fontana PioII Piccolomini a San Pietro – ha detto Maria Rita De Alexandris – coperta dalle cassette dell’Enel. Il vascone fuori invece è maltrattato. È possibile proteggerla e prestarci più attenzione? È un monumento che abbiamo e versa in condizioni pessime”.

L’amministrazione ha subito risposto aggiornando su quel che è stato fatto. “Ne abbiamo parlato e abbiamo predisposto – ha spiegato Raffaella Saraconi – un incontro con Enel per cercare di eliminare le cassette inutili e spostare quelle necessarie”. L’assessore Alvaro Ricci ha invece precisato che il vascone della fontana di Pio II è stato recentemente ristrutturato e ha annunciato che a giorni si chiuderà il bando per riportare a decoro tutte le fontane monumentali.

In chiusura anche il sindaco Michelini si è interessato in prima persona della questione chiedendo a Maria Rita De Alexandris di prendersi carico di tenere sotto controllo le fontane e, di fatto, di monitorarle.

Decarta racconta la Tuscia