Presidenza, Serra vicino a lasciare la partita

Presidenza, Serra vicino a lasciare la partita

La partita della presidenza del consiglio è in una fase di grande stallo. Il Partito Democratico non riesce a trovare i voti che consentirebbero a Francesco Serra di essere eletto. A questo punto lo stesso cardiologo potrebbe decidere di fare un passo indietro, spalancando la porta a Maurizio Tofani. Salvo sorprese.

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Francesco Serra a un passo dall’uscire dalla partita della presidenza del consiglio. La candidatura del cardiologo infatti non riesce a raccogliere su di sé i voti necessari per l’elezione. Ne servono 17 e il Pd ne ha a disposizione 12, di cui in realtà solo 4 in mano ai “seriani” di ferro (Minchella, Volpi, Quintarelli e Serra stesso). Serve il nulla osta degli alleati, leggi liste civiche. A sostenere il candidato democrat hanno dato il proprio assenso Sel (un voto) e Livio Treta (un voto). In direzione contraria Oltre le mura (5 voti) e Viva Viterbo (2 voti). Difficilmente i 3 voti mancanti potrebbero essere recuperati tra le fila della minoranza in caso di candidatura di Serra.

Lo stesso consigliere sammartinese, che nel 2013 risultò il più votato, starebbe meditando di fare un passo indietro. Andare al voto senza accordo con i civici infatti lo esporrebbe al rischio di un brutto scivolone. Scivolone pericoloso per l’immagine politica del renziano.

In questo scenario prende quota la candidatura di Maurizio Tofani. Il capogruppo di Oltre le mura ieri ha radunato i suoi. Tutti d’un sentimento nel sostenerlo. La sua è una candidatura che sarebbe capace di intercettare anche qualche voto d’opposizione.

La convergenza su Tofani – che accontenterebbe anche le richieste di Oltre le mura di riequilibrare il quadro politico della maggioranza, che vede i civici sottorappresentati in giunta (un solo assessore per cinque consiglieri, considerando che Tofani & Co. da tempo hanno “rinnegato” Alessandra Zucchi) – sembrerebbe garantire inoltre al sindaco Leonardo Michelini di evitare un rimpasto di giunta. Azione che piace molto poco al primo cittadino.

I “pontieri” del Partito Democratico – Alessandra Troncarelli, Aldo Fabbrini e Mario Quintarelli – devono ultimare le consultazioni incontrando il Nuovo Centro Destra di Goffredo Taborri. A quel punto torneranno a riferire in seno al partito, per valutare le prossime mosse. Intanto sullo scacchiere è stato messo il timer. I giochi devono essere chiusi entro il 23 febbraio, data ultima per votare come richiesto con un apposito atto formale e stringente dai 10 consiglieri d’opposizione (leggi).