Presidenza del consiglio alle calende greche

Presidenza del consiglio alle calende greche

Non basteranno tempi stretti per individuare il prossimo presidente del consiglio comunale. I "pontieri" del Partito Democratico sono al lavoro e ieri hanno incontrato, per uno scambio d'opinioni, Oltre le mura.

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Complicato reinserire nel mosaico di Palazzo dei Priori il tassello lasciato vuoto da Filippo Rossi. La partita del rinnovo della presidenza del consiglio sembra destinata a durare oltre i 90 minuti, andandosi a chiudere ai calci di rigore. Francesco Serra (Pd) o Maurizio Tofani (Oltre le mura)? In lizza, al momento sembrano esserci questi due nomi.

I registi dell’operazione sono i tre “pontieri” democratici Alessandra Troncarelli, Aldo Fabbrini e Mario Quintarelli. Ieri il primo faccia a faccia tra i democrat e i rappresentanti della principale lista civica della coalizione di maggioranza. Quella dei 5 di Oltre le mura. Incontro maturato alle 15 in punto di ieri. Al tavolo tre contro tre, i “pontieri” e dall’altra parte Sergio Insogna, Paolo Simoni e Francesco Moltoni. Assente il capogruppo Tofani, che i bene informati danno per partecipante a una chiacchierata nella mattinata con Aldo Fabbrini e Marco Ciorba.

Al tavolo formale ognuno si è presentato portando il proprio candidato al post Rossi e le motivazioni d’appoggio alla tesi sostenuta. Ognuno ha annotato sulla propria agenda le reciproche richieste, accordandosi di rivedersi a data da destinarsi. Nei giorni scorsi i “pontieri” si sono già confrontati con Livio Treta, titolare di un’altra lista civica di maggioranza. Devono ancora vedersi con Goffredo Taborri, che balla da solo nel Nuovo Centro Destra. Non incontreranno invece Viva Viterbo, che ha fatto sapere di non essere interessata a questo tipo d’operazioni da prima Repubblica. E ha mandato a dire che sarebbe il caso che la maggioranza, oltre a pensare a sostituire la casella lasciata vuota da Rossi, iniziasse a riflettere anche sul testamento rossiano: sermone sacrosanto sull’assenza di programmazione all’interno della maggioranza stessa.

Intanto gli esperti di questo genere di robe da palazzo ritengono che non sarà facile chiudere questa pagina in tempi stretti. E in molti sono convinti che dovrà entrare in campo il sindaco Leonardo Michelini, per fornire la compensazione del rimpasto di giunta allo schema di elezione del presidente del consiglio. Insomma, presidenza sì ma alle calende greche e rimpasto permettendo.