Nove giorni alla presentazione delle liste: tanti voti da ricollocare, se ci sarà tempo si parlerà anche di Viterbo

Nove giorni alla presentazione delle liste: tanti voti da ricollocare, se ci sarà tempo si parlerà anche di Viterbo

A 10 giorni dalla presentazione delle liste molti di coloro che fecero il pieno di consensi 5 anni fa devono ancora trovare la giusta collocazione. Ballano migliaia di preferenze.

ADimensione Font+- Stampa

Inizia il countdown per la presentazione delle liste per le elezioni comunali, ma ancora lo scenario politico è pieno di incognite. Ma non perché è ricco di dinamismo e vivacità o perché non ci riesce a mettere d’accordo sui programmi. No, magari. Solamente perché non ci si riesce a mettere d’accordo sulle porzioni della torta da dividersi.

E così, a 10 giorni dalla presentazione delle liste molti di coloro che fecero il pieno di consensi 5 anni fa devono ancora trovare la giusta collocazione. Ballano migliaia di preferenze.

Da un lato ci sono gli ex-MoRi: tra gli altri Livio Treta, Paolo Simoni, Maurizio Tofani; ci sono i big di Forza Italia\Il Leone Daniele Sabatini e Giulio Marini. C’è mezzo Pd, con Francesco Serra e tutti gli altri panunziani. Ovviamente ogni gruppo ha una storia a sé.

Gli ex-MoRi (Moderati e riformisti formalmente sostiene Luisa Ciambella) devono capire cosa fare. Secondo alcune voci sarebbero pronti a salire sul treno del centrodestra, alleandosi a Fondazione. Ipotesi che pare strampalata anche perché a destra, mal vedono coloro che hanno governato insieme a Michelini.
Ci sono poi Giulio Marini e Daniele Sabatini, antagonisti di Giovanni Arena dentro Forza Italia che devono capire come riuscire ad esserci per la partita del 10 giugno.

C’è poi tutta la minoranza Pd, messa sotto scacco da Luisa Ciambella e dai popolari che li hanno messi nell’angolo.

In queste vicende, sia chiaro, non ci sono grandi divisioni (diciamo nessuna) sui programmi per la città di Viterbo. Che non sono proprio parte della discussione. Non ci sono visioni, priorità o punti di vista differenti sulle cose da fare, ma nemmeno comuni, visto che ancora si devono definire le squadre.

Ed è proprio questo il nodo. A 10 giorni dalla chiusura delle liste, non siamo ancora in grado di dirvi chi starà con chi. Figuriamoci per quale modello di città. In ballo ci sono migliaia di potenziali preferenze: quelle di tantissimi big. Ma basteranno per vincere?

Intanto gli altri vanno avanti, nella campagna elettorale più brutta che ci si potesse immaginare. Dove le idee per la città sembrano ormai essere per tutti le stesse. La scelta sarà una delega in bianco sulla fiducia.

Decarta racconta la Tuscia